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A Bergamo abbiamo giocato male, non meritavamo di vincere. L’hanno visto tutti e l’ha ammesso anche Carletto, dimostrando una volta di più sportività ed onestà intellettuale, doti assai rare nell’ambiente pallonaro.

Però ci sono parecchie note positive, vittoria a parte: l’ anno scorso una partita del genere l’avremmo persa; tutti quanti piangono assenze varie mentre noi tacciamo e lavoriamo a testa china pur essendo, dalla prima giornata, privi della difesa titolare nei ruoli fondamentali dei due centrali, e ciononostante non becchiamo più gol da pirla da una vita (anzi, non ne becchiamo proprio); abbiamo un centravanti italiano, fisico, grintoso e altruista, che per di più proviene dal vivaio; l’Inter, quella che ancora ritengo la principale favorita per la vittoria finale, ha qualche problema ambientale (e si sa che se s’impegnano possono soltanto peggiorare la situazione); Ricardo rilascia dichiarazioni sempre più da leader, e per noi è tutto di guadagnato.

Non montiamoci la testa, questa squadra ha dimostrato più volte la capacità d’illuderci per poi incorrere in tonfi clamorosi, ricadendo in errori che si credevano ormai compresi e superati. Ma tutto sommato si respira aria nuova, diversa rispetto alle ultime due stagioni. 

2 commenti su “LA GIORNATA

  1. ciao marcovaaaaaaaaaaaan!!!

    rieccomi, ora mi darò anche alla lettura dei commenti di un’intera settimana su mrn…

    ho visto gli highlights di bergamo..che partita del cazzo, però abbiamo vinto.

    condoglianze a luzzi.ma ho letto di una leucemia fulminante.sai dirmi altro?

    poveretto….

  2. Ciaooo Ricky!!!

    Bentornato.

    Mah, non sono un medico, quindi di quella malattia conosco ciò che sanno tutti, più o meno. Ovvero che aggredisce il midollo il quale comincia a produrre un numero spropositato di globuli bianchi, che di conseguenza devastano altri organi interni vitali. Una specie di tumore, insomma. La leucemia che ha ucciso lo sfortunato tennista è del tipo più spietato (fulminante), perchè si manifesta e uccide in modo talmente rapido che non lascia il tempo per tentare una cura.

    Per certo so che Luzzi aveva giocato una partita non più di tre giorni prima, poi è sopraggiunta un’apparente forte influenza, poi il coma e la morte. Ne esistono anche di altri tipi, alcune anche curabili. Ma in genere lasciano tutte poche speranze.

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