Dopo due settimane d’assenza, ritorna la rubrica "suggerimenti editoriali"; passati in rassegna due volumi, per così dire, "monotematici", oggetto di questa settimana sarà un’opera decisamente super partes
 
RECENSIONE:
 
Cristiano Militello, già noto ai più come inviato di Striscia la Notizia (cura la rubrica "Striscia lo Striscione"), ha saputo farsi un nome anche come scrittore: è suo, infatti, il libro Giulietta è ‘na Zoccola, una pubblicazione che "[…] vuole essere una selezione degli striscioni più graffianti, esilaranti ed efficaci comparsi negli stadi italiani dagli anni ottanta fino al campionato scorso (l’anno di pubblicazione del libro è il 2004, N.d.R.)".
 
Lo stesso autore, nella prefazione, spiega il criterio di selezione degli striscioni: "l’ironia. Ironia anche graffiante, acida, caustica, irriverente, feroce, sgarbata, scomposta, cattiva, fatta pur sempre di semplici idee e parole scritte su un lenzuolo: […] l’ironia in tutti i suoi aspetti, anche feroce e irriguardosa ma sarcastica e intelligente".
 
Pertanto, la scelta finisce per cadere su tutti quegli striscioni che "[…] costituiscono un mezzo di comunicazione libero e potente in mano ad autori geograficamente, politicamente e socialmente <<trasversali>>, ma uniti nella forza dissacrante dell’irriverenza e in battaglie comuni".
 
Indipendentemente dalla varietà e dalla quantità dei numerosissimi striscioni catalogati (le categorie sotto cui questi sono suddivisi sono "Derby" e "Personali", cui corrispondono poi diverse ulteriori sottocategorie), un qualunque profano del gioco del calcio non avrà la benché minima difficoltà a districarsi tra i vari messaggi, essendoci per ogni striscione una didascalia che spiega tutti i possibili riferimenti a giocatori, situazioni, presidenti, dirigenti e quant’altro; a fare da corollario alle circa 150 pagine di Giulietta è ‘na Zoccola, un’intervista a Serse Cosmi (che rievoca i suoi trascorsi come allenatore del Perugia e come ex ultrà) ed una serie d’immagini di alcuni degli striscioni trattati nell’opera in questione…
 
CONCLUSIONE:
 
Il calcio è certamente un modo per capire lo stato d’animo di un popolo o di una parte di esso: in questo senso, il libro è consigliato a chi vuole sperimentare aspetti di una tifoseria (i cosiddetti "ultras") goliardici, spassosi ma anche capaci di far pensare; un modo validissimo per dimostrare che i tifosi organizzati non sono solo ed esclusivamente dei criminali, ma anche – e soprattutto – persone dallo spiccato senso critico, estro e fantasia a volte senza pari…
 
VOTO: 8,5.