[Il presente testo è stato scritto ieri pomeriggio, prima della partita Celtic-Milan. Oggi, compatibilmente con gli impegni di lavoro, cercherò di aggiungere un breve commento all’incontro.]

Caduta libera. Quella rossonera è una caduta libera. E’ difficile vedere la fine. La squadra non cresce. La rabbia non trascina. Siamo pervasi da apatia e impotenza. Sono settimane che attendiamo una svolta in campionato, ma questa non arriva. Osservavo il Milan, nel freddo sabato sera di San Siro, e nessuna speranza di risveglio pervadeva il mio animo di tifoso. Attendevo il fischio finale come una liberazione. La stagione, forse, volgerà in meglio, ma mancherà sempre e comunque un filo logico. Ammetto di essere sperduto. Non percepisco nessuna ipotesi di futuro. Chi comanderà? Chi allenerà? Quali giocatori avremo? Risposte attese in estate, ma che, invece, arriveranno già a gennaio. Attendo l’anno nuovo con trepidazione e curiosità. Io tifo Milan, vorrei (per onestà verso il mio amore incondizionato) sapere che tipo di Milan sarà. Nulla più.

Balotelli. Vorrei spendere due parole su Mario Balotelli. Che tipo di uomo e giocatore fosse era noto sin dal principio. Pur se tifoso rossonero, nella sua testa non c’è mai stata la voglia di crescere o cambiare. Chiunque di noi avesse sperato o preteso un tale mutamento, dovrà ridestarsi e qualficarsi come povero illuso. Mario Balotelli è questo e, nonostante ciò, non smetterei d’investire tempo e pazienza solo per la sua attuale “pigrizia”. Cessiamo di credere in lui il giorno esatto in cui cambierà squadra. Fino ad allora sarà comunque meglio insistere, sia per la sua intrinseca classe, sia per l’assenza totale di serie alternative.