taarabtAdel Taarabt mi ha impressionato favorevolmente per certi aspetti, meno per altri. Mi è piaciuto ovviamente il suo gol, veramente di ottima fattura, ma soprattutto mi è piaciuto constatarne il talento puro e le doti tecniche, su cui credo nessuno abbia nulla da obbiettare tanto sono state evidenti; mentre non mi sono piaciuti alcuni atteggiamenti in campo: mani spesso alzate ad invocare il passaggio e amore eccessivo per la palla una volta in possesso di essa (anche se, insomma, è comprensibile che potesse considerare un inutile spreco lasciare il pallone agli ectoplasmi che gli stavano intorno).

Era la partita d’esordio in serie A in una squadra piena di problemi, i compagni erano nuovi, per lui ma non solo, alcuni erano nuovi o quasi anche per tutto il resto della squadra. Ciò nonostante ha fatto bene, anzi, è stato il migliore. La fama tuttavia l’ha preceduto, e non è delle migliori: qualche litigio con gli allenatori (Eric Gerets, cittì del Marocco ed ex milanista), inspiegabile ruolo di riserva, visto il suo talento, nel non trascendentale Fulham della stagione in corso, qualche intervista che ne evidenzia il caratterino particolarmente spigoloso (questa risale a poco più di un anno fa).

Non so. Questo tipo avrebbe parecchio per piacermi ma ha qualcosa che non mi convince. Non saprei spiegare precisamente cosa. Potrebbe essere la mia naturale diffidenza nei confronti dei calciatori nordafricani, simile a quella per i calciatori greci, ma non ci giurerei.

Taarabt è, come dicevo prima, un giocatore di talento. Ma lo era anche Gourcuff, poi si è perso soprattutto a causa del suo carattere (a proposito: quanti insulti a Carletto perché non lo faceva giocare…). Aspetterei quindi ulteriori conferme prima di illudermi che il marocchino possa far parte della ricostruzione. Sempre che ci sia l’intenzione d’iniziarne una, ma questo è un altro discorso…