Nigel De JongNel momento in cui scrivo, qui, nella depressa e, di questi tempi, un po’ monotona provincia inglese, c’è un bel sole alto nel cielo e il termometro segna 24° C, è una bellissima estate albionica, pur stando alla stessa latitudine di Mosca, e se c’è davvero qualcosa che non viene voglia di fare è leggere del Milan e del calciomercato. Io, tra l’altro, sono stato sempre un grande appassionato di calciomercato, ho i libri di chimica del liceo pieno di formazioni ipotetiche (ne ricordo una con un 4-4-2 con Vannucchi e Serginho ali), però, sarà la crisi, saranno i risultati estivi sconfortanti, sarà il confronto con le altre big del campionato, sarà l’attesa del ritorno agostano in patria per le vacanze, quest’anno, tanta voglia non c’è e, almeno finora, lo scenario è desolante.

In particolare, c’è una cosa che mi rende perplesso e la riassumo in una domanda: perché il Milan cerca (o al Milan vengono, verosimilmente o no, associati) ali, trequartisti e giocatori offensivi, quando è evidente che non è lì che abbiamo i buchi?

Intendiamoci, ogni giocatore più forte di quelli che ci sono è benvenuto, per carità, visto che siamo a un livello talmente basso per cui tutto fa brodo, però, poiché qua bisogna ricostruire e ci si può anche concedere, per una stagione, una rosa corta, io inizierei dal reparto più problematico, che a mio avviso è il centrocampo, al momento così composto:

– in mezzo super Nigellone De Jong, ottimo muro cattivo che morde, mena, randella, ammazza, tortura e acchiappa palloni. Daje, DJ;

Montolivo dovrebbe operare più defilato, a meno che il nuovo mister Inzaghi non voglia il classico regista al centro (in tal caso DJ Nigel si sposterebbe) – c’è un problema, però: Montolivo, oltre alle note tare su cui sorvolo, è rotto, ha fatto crac in un’amichevole pre-mondiale e l’inizio di stagione lo salta;

– il terzo posto a centrocampo di chi è? Non si sa: del giovane e bravo (oppure bravo ma giovane) Cristante, che potrebbe anche essere il sostituto di Montolivo, o del dinamico ma un po’ confusionario Poli (che spesso lascia i buchi in mezzo al campo), o addirittura del classico Muntari (che sì, ha i piedi a banana, ma vi dirò, per me è un’ottima prima riserva, mentre fargli fare il titolare fisso è un po’ troppo);

– c’è poi una serie di giocatori che lasciano molto perplessi: innanzitutto Honda, su cui non scrivo nulla, poiché è stato già abbondantemente dileggato (a ragione) su questi schermi; poi Essien, che se mi dite che fa una buona preparazione e recupera una forma più che decente e magari ci regala la stagione del canto del cigno, io faccio alé oooh e ne sono contento, però, ecco, boh; Saponara, su cui gravano incognite fisiche ed atletiche, più che tecniche, da quel che mi pare di aver capito.

Ecco, Adria’, non ci sta una lira, s’è capito, però rifletti bene.


Post scriptum: vediamo a settembre come si mettono le cose, ma, da quel che distrattamente noto al momento, mi pare che, tatticamente e per disposizione degli uomini in campo, si stia delineando un Milan molto simile a quello del girone di ritorno 2012/2013, quello pre-cena di Arcore, quello che discretamente piacque e portò a casa qualche risultato.