Questi ultimi giorni di primavera (e primi di mercato) ci hanno riportato indietro di qualche anno, quando era abitudine anche per il Milan fare acquisti (e non una piacevole eccezione) e non si aspettavano con un misto di speranza e ansia i “giorni del Condor” a fine agosto.

La nostra linea difensiva è abbastanza definita sulla carta e ora è da vedere sul campo, in attesa di capire se Andrea Conti ci raggiungerà dall’Atalanta o no. Franck Kessié va a rinforzare il nostro reparto più debole, ma sappiamo che la dirigenza si sta muovendo per rinforzare ulteriormente il centrocampo. Il discorso che riguarda l’attacco è concretamente ancora tutto da iniziare, ma aspettiamo.

Qualcuno dovrà andare via, però, o no? Anzi, dico che qualcuno deve andare via, poiché in molti non hanno lasciato ricordi memorabili in rossonero nelle ultime stagioni. Metto qui sotto la lista dei cinque che vorrei subito da qualche altra parte in maniera definitiva (escludendo gli svincolati a giugno 2017 o i prestiti):

5) M’Baye Niang (classe 1994): di ritorno dalla deludente esperienza al Watford, bisogna ammettere che il franco-senegalese qualcosa di buono in carriera l’ha fatto vedere, in particolare al Genoa e nella prima parte della sua terza paretensi al Milan. Sono sempre rimasto perplesso da quella sua andatura dinoccolata in campo, poiché non ho mai capito se era scelta appositamente dal giocatore, se fosse naturale o se non fosse piuttosto un segno di superficialità e svogliatezza. Niang ha anche un discreto repertorio di sciocchezze extracalcistiche, tra cui l’incidente che gli fece saltare la parte finale della stagione 2015/2016, contribuendo a suo modo all’obiettivo minimo europeo mancato dal Milan di Mihajlovic prima e Brocchi poi. Col contratto in scadenza nel 2019, si deve assolutamente monetizzare la sua cessione – Gasperini, ti interessa?

4) Andrea Poli (classe 1989): l’ex doriano e interista ormai è da tempo in maglia rossonera. L’unico contributo che ha portato alla causa è stata tanta corsa alla rinfusa. Già ormai declassato a panchinaro dietro a interpreti non eccellenti, col previsto potenziamento del centrocampo il suo utilizzo sarà verosimilmente ulteriormente ridotto. Anche lui con contratto in scadenza tra due anni, potrebbe cercare di svoltare la carriera per piazzarsi in qualche onorevole squadra e provare magari a rivedere la nazionale persa ormai tre anni fa.

3) Andrea Bertolacci (classe 1991): acquistato a peso d’oro dalla Roma due anni fa (20 milioni di euro) dopo le buona esperienza in comproprietà al Genoa, ha solo accumulato numerose prestazioni scadenti, qualche nota intonata qua e là, oltre a una serie di problemi fisici (anche di natura traumatica, bisogna ammetterlo). Ormai poco amato dai tifosi, col peso delle aspettative passate a soffocarlo, un cambio d’aria può giovare sia a lui (stesso discorso di sopra per Poli), sia al Milan. Potrebbe avere mercato a distanza di un biennio dalla scadenza contrattuale, mentre noi potremmo salutare senza rimpianti uno dei tanti deludenti protagonisti del centrocampo rossonero degli ultimi tempi.

2) Carlos Bacca (classe 1986): si tratta di un giocatore che, per meri motivi anagrafici, dobbiamo vendere prima che sia troppo tardi. A scadenza nel 2020, il colombiano ha sempre avuto mezzi tecnici limitati, che però ha saputo negli anni bilanciare a una certa concretezza in attacco. Venuta meno la concretezza (cosa che comunque non gli ha impedito in campionato di segnare più gol del futuro triplice Pallone d’Oro Paulo Dybala), Bacca si è mostrato un limite in attacco. E’ vero che dietro non ha avuto centrocampisti sontuosi e che per un certo periodo Suso (a causa di motivi atletici e di un infortunio) ha avuto un calo di rendimento nel servirlo da destra, ma più volte il sudamericano si è rivelato un tappo piuttosto che un cannoniere. Se davvero arriva un bomber di lusso davanti, Carlos può andare, perché è importante comprare bene in periodi di vacche grasse, ma è anche importante cedere bene per non avere rimpianti quando rispuntano le vacche magre.

1) Mattia De Sciglio (classe 1992): non ti voglio più vedere. Dovevi essere il gioiellino arrivato dalla primavera, invece sei rimasto un terzino impaurito, mentre in nazionale fai il leone sulla fascia e si capisce che brami la Juventus. Il tuo contratto scade tra un anno, ma quella è la porta, puoi anche andartene ora, magari succede che vinci la Champions League, proprio come sono abituati a fare a Torino. Addio.