La ricostruzione del Milan nell’ultima settimana ha avuto un’importante accelerazione con l’arrivo di Leonardo Bonucci (ufficializzato ieri, con riserva sul superamento delle visite mediche) e di Lucas Biglia (arrivato ieri sera a Milano e pronto anche lui a passare alle cose formali). Oramai la quantità di acquisti è tale da permettere al nuovo Milan di avere a disposizione differenti scelte tattiche, mentre Montella avrà l’onere di gestire bene la rosa sui vari fronti.

Tutto sta avvenendo rapidamente, non pensavo che andasse così, bensì che si procedesse per miglioramenti graduali, con inserimenti mirati e magari un botto di fine mercato. Già oggi, invece, il Milan sulla carta ha forse una difesa tra le più forti del campionato, se non la più forte. Ammetto di avere qualche piccolo prurito per via della mia personale indole a evitare stravolgimenti e a non cedere a pulsioni rivoluzionarie, ma il fatto è che siamo a metà luglio e siamo già proiettati alla ricerca della ciliegina sulla torta di questo mercato molto dispendioso ma che, se darà i frutti attesi, garantirà parecchie soddisfazioni sportive a noi tifosi e magari qualche economica al presidente Yonghong Li.

Chiaramente, tutto dovrà essere testato sul campo, è necessario tenere un profilo un po’ basso e renderci conto che il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro e che di campioni di agosto è pieno l’albo d’oro del calcio italiano. Fatto sta che un anno fa la Juventus andava dalle due squadre che avevano tentato invano di sottrarle lo scudetto, cioè Napoli e Roma, individuava il giocatore più forte di ognuna di loro e lo comprava senza nemmeno una reale trattiva, ma semplicemente facendo scattare la clausola rescissoria in vigore, mentre oggi la disponibilità finanziaria rossonera e le scorie nello spogliatoio bianconero della scorsa stagione hanno permesso un’operazione lampo che fino a una settimana fa non era nemmeno nel libro dei sogni proibiti.

Resto dell’avviso che i paragoni che certa stampa sportiva italiana ha fatto nel passato nei confronti di Bonucci siano stati nettamente esagerati: il nuovo giocatore del Milan non è mai stato né sarà mai all’altezza dei grandi difensori del passato, come un Baresi o un Beckenbauer, e oggi non c’è nessun difensore al mondo a quel livello. Bonucci ha qualche problema con la difesa a quattro, è vero, ma è il miglior italiano e uno dei migliori in Europa tra i centrali di difesa, sa impostare, mette grinta (fin troppa e con modi non simpatici, motivo per cui a noi rossoneri non è mai risultato troppo simpatico), ha esperienza ad alti livelli. Soprattutto, senza la casacca bianconera Bonucci dovrà probabilmente abituarsi a qualche cartellino giallo in più del solito.