Sono solito concedere ai rumors estivi di mercato poca importanza. Il motivo è che in questa fase della stagione molti giornalisti si costruiscono reputazioni e carriere inventandosi trattative in realtà mai avviate, i procuratori mettono in atto le loro strategie, le società pure. E poi fa caldo, troppo caldo anche per sognare e illudersi. Gli anni scorsi, quelli della lunga picchiata berlusconiana, era ancora peggio, sapevi già da maggio che non potevi illuderti inutilmente; i sogni beh, quelli appartenevano a ben altra epoca. Ora però è tutto molto diverso, anche la mia attenzione nei riguardi dei rumors: i nuovi arrivati hanno ambizioni, entusiasmo e mezzi per alimentare i nostri sogni; e di inutili illusioni, a dire la verità, finora ce ne sono state riservate ben poche. I rumors che ci hanno riguardato da maggio in poi, anche quelli più improbabili sulla carta, non ci hanno lasciato molto tempo per riflettere, essendosi trasformati in gradevole realtà in un battito di ciglia.  Insomma, con questi tizi non si sa mai.

Sappiamo che gli obbiettivi riguardano centrocampo e attacco. I rumors parlano di  un redivivo Keità, di Diego Costa, del solito Ibra, di Kalinich, di Aubameyang, di Belotti, di Renato Sanches, addirittura di Cristiano Ronaldo. Sarò breve nelle mie considerazioni, poiché come ho detto prima fa caldo, troppo caldo.

Keità: resti pure dov’è o vada altrove.

Diego Costa: costa di nome e di fatto, ma come si fa, dico come si fa a non volere uno così. Carattere di merda? E chi se ne frega.

Ibra: facciamola finita con questa storia; minestra riscaldata, trentaseienne, rotto, ingaggio assurdo anche se accettasse di dimezzarselo. Più il procuratore rompiscatole che si ritrova.

Kalinich: buon giocatore, ma diciamolo, certamente non è un profilo che possa proiettarci oltre un terzo posto.

Aubameyang: minestra riscaldata anche lui, ma per modo di dire. Ecco, questo invece è un giocatore che potrebbe proiettarci. Dove non lo dico.

Belotti: quando si è fatto blindare era consapevole di ciò che faceva, ora il presidente Cairo fa giustamente i propri interessi. Mi piacerebbe, ma se non si può non si può: sopravviveremo.

Renato Sanches: durante gli ultimi europei mi aveva folgorato, poi non ha trovato spazio al Bayern. Ignoro perché Carletto si sia comportato così  (ma non è sorprendente, i giovani non sono mai stati una sua specialità).

Cristiano Ronaldo: sì, stiamo freschi. Anche con questo caldo torrido.