Fosse per me, a Napoli e terre limitrofe ci tornerei ogni anno. Non è un mistero. Come non è un mistero che se fosse per me la S.S.C. Napoli si esibirebbe nei campi di Lega Pro  per l’eternità. Vecchie ruggini, anche questo non è un mistero. Trovo insopportabile anche l’attuale presidente della squadra partenopea: Aurelio De Laurentiis  simpatico non è, né a prima né a seconda vista, e non mi pare di essere il solo a pensarla così. Sabato sera mi seccherebbe fare brutta figura al San Paolo, perdere contro il Napoli è per me umiliante come perdere un derby o una partita contro i gobbi.

Tutto ciò però non mi distoglie dalla realtà. Qualche complimento bisogna farglielo a quelli là e a quell’antipatico del loro presidente, perché se lo meritano. Aurelio De Laurentiis, nel 2004, rilevò una squadra retrocessa in Lega Pro per fallimento, guidandola poi nel corso degli anni successivi in modo esemplare e unendo i buoni risultati sportivi a una sana gestione a livello finanziario. Senza mai fare il passo più lungo della gamba, con grande pazienza e competenza. E’ chiaro che gran parte del merito va attribuito ai collaboratori di cui egli si è circondato, ma è una dote quella di sapere scegliere le persone giuste e metterle al posto giusto, non un difetto. Aurelio De Laurentiis riceve anche qualche critica dai suoi tifosi, ma qual è il presidente che non ne riceve? A tutt’oggi il Napoli è una squadra da zona Champions in lotta per lo scudetto da diversi anni, ha i conti a postissimo e gioca il calcio più divertente d’Italia. Aurelio De Laurentiis è indubbiamente antipatico, ma altrettanto indubbiamente è un grande presidente.

Sarri è un bravissimo allenatore. Avrà pure un caratteraccio, e se lo fai incazzare non ci pensa su due volte a mettere da parte il politically correct dandoti dell’effeminato. Ma la sua idea di calcio la sa insegnare ai suoi giocatori, eccome se la sa insegnare! Il Napoli gioca a memoria: squadra alta, triangolazioni rapide, massimo due tocchi a centrocampo, smarcamenti continui e recupero immediato della palla. I disimpegni difensivi sotto pressione sono uno spettacolo: mi viene da piangere quando, osservandoli, ripenso ai nostri retropassaggi lenti, incerti, perennemente pericolosi.

Il Napoli di Sarri ha anche dei difetti, ovviamente, altrimenti in questi anni avrebbe vinto qualcosa in Italia e fatto miglior figura in Europa. La rosa non è molto ampia, probabilmente la necessità di tenere i conti sempre a posto ha presentato delle controindicazioni. In squadra ci sono tanti bravi giocatori, alcuni anche molto bravi, ma nessun Top Player (ma anche in questo caso probabilmente la questione dei conti a posto ha un peso). Fra gli attaccanti non c’è un vero bomber, e qui non so se si tratti di scelta dell’allenatore, giacché con lui Higuain giocava e giocava molto bene; comunque, se così fosse, Sarri perderebbe una posizione nella mia personalissima classifica degli allenatori, poiché non amo i tecnici che non prevedono i bomberoni nei loro schemi.

Il mio pronostico va in controtendenza rispetto a quelli degli altri scontri con squadre di vertice: domani vinciamo.