Credetemi, non si tratta di un astuto espediente per evitare di spremermi le meningi e consumarmi i polpastrelli nella scrittura di un post su questo Milan zoppicante sul campo. Avevo già deciso di non farlo, e di occuparmi invece delle quintalate di fanghiglia mediatica maleodorante che nuovamente sta riversandosi sulla proprietà, e di conseguenza sulla società. Quintalate che stanno fiondando il tifoso medio cacciavite in un assurdo psicodramma senza fine. Poi ho letto il commento dell’amico PJ, ossigeno puro che riflette al cento per cento il mio pensiero sulla questione; e allora ho pensato: perché sprecare tempo prezioso? Tanto vale copiaincollare:

“I Berlusconi hanno spuntato il massimo, non credo minimamente che si siano interessati della provenienza del grano.

Tutto ciò che dicono i giornali internazionali è che nessuno sa chi sia Mr. Li.

Quindi se loro non sanno chi sia allora non esiste.
Noi italiani siamo abituati a pensare che i giornalisti stranieri siano meglio di quelli italiani.

Epperò fondi di investimento internazionali, notoriamente degli allocchi, gli prestano pacche di soldi. Con me non lo farebbero.
Epperò nel cda del Milan siede un certo Lu Bo presidente di Haixia (banca investimenti abbastanza influente in Cina). Si vede che ha tempo da perdere.

Sinceramente se, per assurda ipotesi, il governo cinese volesse occuparsi di calcio, pensate che ci troveremmo Xi Jinping a fare la formazione del Milan?

O non ci sarebbe semplicemente un prestanome a cui si materializzano i soldi nelle mani?

Ho conosciuto una volta un’organizzazione orientale e ho capito una cosa: quello che comanda davvero non lo vedi mai.”

Nulla da aggiungere.