La partita di coppa ha confermato la prolificità della coppia di attacco SilvaCutrone, benché gli avversari incontrati finora in Europa League siano stati tutto tranne irresistibili. Nell’intervista rilasciata oggi in conferenza stampa, Vincenzo Montella, su domanda, è intervenuto sulla possibilità che il Milan possa giocare con due punte.

L’idea esposta è che il Milan possa giocare con due punte più Suso, a condizione che lo spagnolo non giochi trequartista e che ci sia equilibrio con il resto della squadra. Secondo me, Suso non dovrebbe mai giocare nella posizione di numero 10 o di seconda punta. Si tratta del tipico giocatore che rende bene (spesso, molto bene) nella sua mattonella, o almeno così a me pare. Le due giovani punte? Possono essere una buona idea, e non perché io ce l’abbia con Kalinic, che, anzi, è un discreto attaccante di manovra. Il punto è che il duo Suso-Kalinic a me sembra davvero male assortito e rende sterile una squadra che già ha delle difficoltà di suo nel creare occasioni per il reparto avanzato. Stesso problema col trio Suso-Kalinic-Bonaventura (o Borini o Calhanoglu o chiunque si ritrovi nel ruolo). Suso ala destra con Silva-Cutrone? Non vedo perché no, ma a quel punto la squadra va riequilibrata in una sorta di 4-4-2 che richiederebbe un nuovo assestamento della difesa (che, comunque, assestatissima non è, ad esempio l’attuazione del fuorigioco non mi sembra eccellente, cosa che ha causato i tre gol presi da Napoli e Austria Vienna complessivamente). Nella difesa a quattro, si dice e ci siamo detti, Bonucci rende male (non che stia brillando ultimamente), e visto che, almeno sulla carta, è stato il nostro colpo di mercato estivo e comunque si tratta di un giocatore di esperienza e bravo a impostare da dietro, non bisogna rinunciare all’ex Juventus a cuor leggero. Si tratta, inoltre, di un giocatore per cui ogni errore viene sottolineato (anche giustamente) dalla stampa e dalla tv che negli anni passati, invece, sembravano ben contenti di adularlo e di giustificarlo anche nelle sue apparizioni meno felici.

Il Milan ha qualche problema di interpreti, questo è chiaro, ma c’è anche un problema di impostazione di fondo. Torno a dire la mia, come qualche settimana fa: forse è il caso di panchinare Bonucci (la gaffe di giovedì sera c’entra relativamente in questo mio discorso) e impostare la squadra in tutt’altro modo, andando più sul sicuro a livello tattico con una classica difesa a 4 e mettendo maggior peso in avanti, senza escludere definitivamente né l’ex juventino né l’onesto Kalinic.

Gli avversari – Il Torino di Mihajlovic è una squadra che da due anni rende sì bene, ma non benissimo, lasciando sempre quella sensazione che potrebbe fare di più. Quest’anno alle problematiche granata si è aggiunto Belotti, che ha subito un infortunio al ginocchio dal quale, pur essendo già tornato in campo, forse deve ancora recuperare del tutto. Il bomber in crisi lascia l’onere del gol ad altri giocatori, mentre quello che avrebbe dovuto dare qualche guizzo in più all’attacco, il nostro ex Niang, finora è stato un mero flop. Il Torino è un avversario da non prendere sotto gamba, anzi, però è la prima di una serie di squadre che potrebbero permetterci di fare risultato e risalire la classifica (guardate il nostro calendario da qui a fine gennaio, che è relativamente agevole).

Le altre – Nessuna delle squadre che ci precedono pare avere impegni difficili – forse la Lazio che ospita la Fiorentina, ma, davvero, aspettiamoci che tutte le sei davanti al Milan facciano i tre punti.

Da seguireBologna-Sampdoria, per vedere se i blucerchiati davvero hanno continuità di rendimento come sembra.

Da evitareJuventus-Crotone.

IL PROGRAMMA DELLA 14a GIORNATA

Sabato 25 novembre 2017
– ore 15:00: Bologna-Sampdoria
– ore 18:00: Chievo-SPAL
– ore 18:00: Sassuolo-Verona
– ore 20:45: Cagliari-Inter

Domenica 26 novembre 2017
– ore 15:00: Genoa-Roma
– ore 15:00: Milan-Torino
– ore 15:00: Udinese-Napoli
– ore 18:00: Lazio-Fiorentina
– ore 20:45: Juventus-Crotone

Lunedì 27 novembre 2017
– ore 20:45: Atalanta-Benevento