Dall’assemblea dei soci di qualche giorno fa è emerso che: 1) non stiamo fallendo; 2) faremo mercato, un mercato numericamente più limitato rispetto allo scorso anno ma importante; 3) non abbiamo necessità di vendere giocatori importanti a prescindere da qualificazioni europee o eventuali sanzioni UEFA. Peccato. Suppongo che i gufacci sparsi un po’ ovunque nel mondo milanista sbricioleranno intonaci a forza di capocciate di disperazione, oppure continueranno ostinatamente a mettere in dubbio le rassicuranti dichiarazioni dell’odiato AD, reo di avere usurpato il posto di quell’altro, parimenti  scarsocrinito ma tanto, tanto più bravo e sexy. Ma tant’è, al momento non c’è motivo di stracciarsi le vesti e sembra si possa guardare al futuro con moderato ottimismo. Il progetto dovrebbe proseguire come previsto, dunque. Quanto sia valido questo progetto non posso certo stabilirlo ora, ma non può farlo neppure chi fra noi soffre di pessimismo cronico. O peggio, di inguaribile nostalgia, quella che fa trascorrere il proprio tempo a piagnucolare mormorando: “Ah, quando c’era lui…”.

Sabato alle ore 18 affronteremo il Verona. Gli odiati scaligeri hanno già un piede nella fossa, ma sarebbe  comunque di enorme soddisfazione se fossimo proprio noi a dare loro l’ultima spintarella. Questo per i soliti storici motivi, ai quali si va ad aggiungere l’umiliazione che ci inflissero all’andata. Ovviamente occorre vincere anche per continuare a rincorrere il sesto posto — un’altra sfilza di preliminari estivi non ci farebbe affatto bene —, ma oltre a questo una bella vittoria, se possibile umiliante, sarebbe estremamente gradita. Della nostra formazione migliore dovrebbero mancare soltanto Biglia e Romagnoli, sostituiti rispettivamente da Locatelli e Zapata. Due parole su di loro: il primo è assolutamente da attendere pazientemente almeno per altre due stagioni ancora, pazzesco che ci sia qualcuno che lo sta bocciando già da adesso; il secondo sta dimostrando un’affidabilità sorprendente: che sia sempre stato quello del primo sostituto il ruolo a lui più congeniale?

Le altre. Difficilmente lo scudo prenderà una strada diversa da quella di Torino sponda bianconera. Ormai si trova bene là, sono sette anni che ci va: che volete, lo scudo italiano è un abitudinario. Comunque sia il Napoli  proverà ancora a fargli cambiare direzione tentando di battere in casa il Toro di Crying Walter (domenica, ore 15). La Juventus, dal canto suo, affronterà sabato alle 20 e 45 il Bologna in casa propria e difficilmente non lo asfalterà. Il Sassuolo è purtroppo ormai salvo, anche se non ancora matematicamente; stando così le cose sono costretto a tifare per lui, poiché battendo la Samp ci aiuterebbe a togliercela dalle balle (domenica ore 18). La Viola va a Genoa (domenica ore 15) e vincerà sicuramente (un po’ ci credo veramente e un po’ sto gufando spudoratamente per motivi di classifica). L’Atalanta va a Lazio (domenica ore 15) e questa per noi è una gara molto, molto importante. Delle altre mi importa poco a parte la Spal, che spero si salvi.