Sarà certamente soltanto una mia impressione essendo chiaramente di parte, ma, diciamo da una trentina d’anni o giù di lì, sul versante infermeria non mi sembra  siamo un granché fortunati. Voglio dire, avevamo Marco Van Basten, uno dei più forti attaccanti di sempre, destinato forse a diventare ancora più grande semmai fosse stato possibile, e quello concluse di fatto la propria carriera a ventisei anni per una stupida, maledetta caviglia malandata. Anche Ruud Gullitt, suo compagno di squadra e di nazionale e forte quasi quanto lui,  soffrì di parecchi problemi, soprattutto muscolari (e un po’ anche vaginali, ma quelli poteva gestirli meglio degli altri), tanto che i due raramente poterono esibirsi assieme al meglio della condizione. Spicchiamo un balzo temporale e saltiamo a un’epoca più recente: il primo scudo di Conte, quello che dette inizio all’orrendo ciclo gobbo tristemente ancora aperto, fu favorito certamente dalle sviste arbitrali che tutti ricordiamo e dalla “capraggine” di Allegri (su quest’ultimo punto non sono affatto d’accordo, si sa, ma è inutile riaprire questo discorso), tuttavia in tanti dimenticano che nel punto cruciale della stagione, mentre la Juve sputando sangue e sudore riusciva a tenere con successo il nostro passo, noi eravamo letteralmente decimati dagli infortuni. La storia si sta ripetendo adesso. Il quarto posto, per il nostro futuro, è ossigeno puro, dovremo difenderlo con il coltello fra i denti, lottare come leoni per scrollarci di dosso le romane e chiunque altro voglia contrastarci; ma non potremo farlo con la formazione migliore per diverso tempo perché stiamo perdendo ogni giorno pezzi importanti. Ripeto, magari questi inconvenienti capitano anche alla concorrenza, però non mi pare, o almeno non mi pare  che a essa capitino con questa frequenza e di questa gravità.

Affronteremo l’Udinese in trasferta domenica sera, ore 20 e 30. Vista l’emergenza infortuni, non ho la più pallida idea di che cosa abbia in testa Rino, se cioè sceglierà di schierare  il 3-5-2 visto contro il Genoa (spero di no, la difesa a tre questa squadra ha già dimostrato di non digerirla) oppure di tornare al 4-4-2 (spero di sì, mi sembra il modulo più adatto). In ogni caso spero che vengano riproposte le due punte e che Bakayoko ci stupisca con effetti speciali: dovesse ingranare lui, l’assenza di Biglia sarebbe meno dannosa e avremmo una freccia importante in più nella faretra del nostro centrocampo. I friulani hanno nove punti, hanno subito un gol in più di noi e ne hanno segnati la metà, ma a casa loro ci daranno filo da torcere (in teoria non dovrebbero, ma si tratta di noi, e tutti a noi danno filo da torcere). Inutile dire che un punto equivarrebbe a una mezza sconfitta.

Il programma completo:

  • Napoli-Empoli, venerdì 2 novembre ore 20.30
  • Inter-Genoa, sabato 2 novembre ore 15
  • Fiorentina-Roma, sabato 2 novembre ore 18
  • Juventus-Cagliari, sabato 2 novembre ore 20.30
  • Lazio-SPAL, domenica 4 novembre ore 12.30
  • Chievo-Sassuolo, domenica 4 novembre ore 15
  • Parma-Frosinone, domenica 4 novembre ore 15
  • Sampdoria-Torino, domenica 4 novembre ore 15
  • Bologna-Atalanta, domenica 4 novembre ore 18
  • Udinese-Milan, domenica 4 novembre ore 20.30