Dell’undici titolare che all’andata sconfisse il Verona di misura al Bentegodi, tre giocatori non fanno più parte della rosa del Milan: Piatek (che segnò su rigore, e ora è di scena all’Olympiastadion di Berlino), Suso (sbarcato su una mattonella a Siviglia) e Rodriguez (in cerca di nuovi record di lentezza in quel di Eindhoven). C’è stato, in effetti, un piccolo rimescolamento: sono partiti anche Pepe Reina (destinazione Premier League), Fabio Borini (che sarà proprio oggi, alle 15, uno dei nostri avversari), e Mattia Caldara, ex astro nascente del calcio italiano che in un anno e mezzo a Milano ha visto il campo giusto due volte e ora è tornato dov’era, cioè a Bergamo.

I nostro acquisti sono stati dei ritorni (Ibrahimovic e Laxalt), due giocatori ignoti ai più, credo (il portiere bosniaco Begovic, fino a poche settimane fa arruolato nel campionato azero, e il giovane centrocampista belga Saelemakers), più l’ormai esperto Simon Kjær, che non se la intendeva con Gasperini, a quanto pare.

La cosa interessante è che di questi nuovi acquisti, probabilmente oggi nessuno vedrà il campo dal primo minuto: Zlatan (sempre sia lodato) e Kjaer hanno beccato l’influenza e non risultano convocati, mentre gli altri sono delle riserve. È, quindi, con gli avanzi del Milan di questa estate che oggi, a San Siro, ospitiamo il Verona, squadra neopromossa che in teoria non dovrebbe farci tremare le gambe, ma che in pratica si trova giusto due punti dietro di noi, nella prima metà della classifica, e che con le grandi sì perde sempre, ma con tutte le altre squadre porta quasi regolarmente punti a casa (infatti le sue sconfitte finora sono venute contro Milan, Juventus, Napoli, l’eccezione Sassuolo, Inter, Roma e Atalanta). Ora, poiché io non sono sicuro che il Milan possa definirsi grande al momento, se non esclusivamente per il blasone e forse per la ricchezza della proprietà, guarderei a questa partita con un certo sospetto.

Delle quattro squadre che ci precedono immediatamente in classifica, tre hanno già giocato ieri: Parma e Cagliari, che si sono tolte punti a vicenda pareggiando, e la Roma, che ha fatto una discreta brutta figura prendendo quattro pere a Reggio Emilia. È chiaro che oggi l’occasione per accorciare in classifica è grande. Non vorrei, però, che ad approfittarne fossero i veronesi e non i nostri poco eroici giocatori rossoneri. A San Siro, infatti, ci presenteremo con un attacco leggero di fronte a quella che è, numeri alla mano, la quarta difesa del campionato. Le opzioni in panchina, inoltre, saranno minime (Paquetà, Laxalt e Daniel Maldini). Certo, gli ultimi recenti risultati positivi dovrebbero aver sollevato il morale della squadra, cosa che dovrebbe infondere un certo ottimismo. Fatto sta che quella sensazione, che ci accompagna sin da agosto, di stare per fare un capitombolo proprio non riesce a sparire, nonostante alle spalle il Milan abbia cinque vittorie ufficiali consecutive.

IL PROGRAMMA DELLA 22a GIORNATA

Sabato 1° febbraio 2020
ore 15:00 – Bologna-Brescia 2-1
ore 18:00 – Cagliari-Parma 2-2
ore 20:45 – Sassuolo-Roma 4-2

Domenica 2 febbraio 2020
ore 12:30 – Juventus-Fiorentina
ore 15:00 – Atalanta-Genoa
ore 15:00 – Lazio-SPAL
ore 15:00 – Milan-Verona
ore 18:00 – Lecce-Torino
ore 20:45 – Udinese-Inter

Lunedì 3 febbraio 2020
ore 20:45 – Sampdoria-Napoli