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Quello che ha vissuto il Milan giovedì sera a opera del Lille (o Lilla, in italiano) è stato un bel bagno di umiltà che, fortunatamente, ha avuto luogo nella partita in cui ha fatto meno male. La striscia di imbattibilità durava da tantissimo e, benché la forza di una squadra si veda sul campo e non sulla carta, sappiamo tutti benissimo che questo non è un Milan da record. È giovane, talvolta bello, spesso convincente, apparentemente motivato e coeso, ma no, non è un Milan da record e forse nemmeno da trofei.

Mi è capitato di vedere due trasmissioni su SkySport24, una pochi giorni o ore prima della legnata in Europa League (non ricordo bene), un’altra uno o due giorni dopo. Il tono delle discussioni sul Milan è passato da “I rossoneri sono da scudetto?” a “Mah, sì, comunque lo sappiamo che non è una squadra che può competere per certi traguardi”. Certo, le analisi si fanno in base ai fatti ed è giusto cambiare opinione, non voglio impiicare nessuno alle proprie parole, anche perché quella di Europa League non è stata una sconfitta ma una sonora bastonata (almeno nel risultato) che non deve lasciare indifferenti. D’altro lato, uno può anche tentare di trovare motivi di conforto nei precedenti (il Milan di Zaccheroni prese quattro pere a Parma, poi andò a vincere lo scudetto, ma sappiamo tutti che quel Parma era forte e che quello scudetto è quasi irripetibile). Tuttavia, io tenderei a sostenere che prima si esagerasse e che ora è bene che si abbassino le aspettative su questa squadra, anzi, considerando che non pochi tra agosto e settembre ritenevano (io compreso) che anche nella semplice lotta per il quarto posto il Milan fosse sfavorito, si tratta di dover guardare il lungo periodo e di non farci ingannare dai risultati di ieri, dell’ultima settimana o degli ultimi tre mesi.

Il Milan non è una squadra da scudetto. Non è nemmeno una squadra che può pensare di tentare la lotta per lo scudetto. Per la vittoria in Europa League ci saranno avversarie più attrezzate sulla nostra strada da dover eliminare. Che l’obiettivo resti quello di inizio stagione: lottare per il ritorno in Champions League. Non si tratta di scaramanzia, né di falsa modestia, né di sottovalutazione delle potenzialità della rosa, sia chiaro. È proprio il fatto che si parli di potenzialità che ci deve rendere cauti sul fatto che queste vengano messe in atto oppure no.

La partita di stasera contro il Verona è proprio l’esame che ci serve per rimetterci in carreggiata e mostrare il nostro valore. Si tratta della squadra che ha subito meno gol finora in Serie A. Lo scorso anno ebbe l’ottava difesa del campionato e avrebbe probabilmente fatto meglio se non avesse sbracato nel finale di stagione. Non sarà facile farle gol e, inoltre, occhio a fare in modo che Nikola Kalinic o Samuel Di Carmine non emulino Yusuf Yazıcı al fine di non compromettere quanto fatto di buono finora, che non è poco. E per mostrare che quella di giovedì è stata una parentesi infelice in una stagione finora bellissima.

IL PROGRAMMA DELLA 7a GIORNATA

Venerdì 6 novembre 2020
ore 20:45 – Sassuolo-Udinese
0-0

Sabato 7 novembre 2020
ore 15:00 – Cagliari-Sampdoria 2-0

ore 18:00 – Benevento-Spezia 0-3
ore 20:45 – Parma-Fiorentina 0-0

Domenica 8 novembre 2020
ore 12:30 – Lazio-Juventus
ore 15:00 – Atalanta-Inter
ore 15:00 – Genoa-Roma

ore 15:00 – Torino-Crotone
ore 18:00 – Bologna-Napoli
ore 20:45 – Milan-Verona