Di partite giocate così male dal primo all’ultimo minuto, nell’era Pioli, ne abbiamo viste poche. Così, di primo acchito, direi due contro l’Atalanta (0-5 e 0-3), una contro lo Spezia (0-2), una contro la Lazio (0 a 3) poi non so, pur spremendomi il cervello non ne rammento altre. Sì, di partite mediocri ne avevamo già giocate, partite dove avevamo stentato un tempo per poi risorgere nell’altro, oppure dove ce l’eravamo cavata per il rotto della cuffia grazie a due o tre fiammate dei singoli, ma a partite giocate così male per intero, siamo poco abituati.

Chi ha praticato un po’ di sport di squadra, anche a livello infimo come il sottoscritto, sa perfettamente che la giornata nera di gruppo può capitare. Sa anche che  alle squadre possono capitare addirittura periodi neri più o meno lunghi, a seconda dello stato di forma dei singoli o delle assenze per infortunio. Il caso del Milan è abbastanza semplice da spiegare, è inutile cercare chissà quali motivazioni tecnico tattiche per tentare di comprendere i perché e i percome delle ultime poco brillanti prestazioni. La realtà è sotto gli occhi di tutti: la squadra è stanca per via degli infortuni e degli incontri importanti ravvicinati che ha dovuto affrontare costantemente in emergenza. Stanca fisicamente e mentalmente. Non credo ci sia altro. Questo ovviamente non affranca la squadra dalle proprie responsabilità: contro questa Udinese, si doveva e si poteva fare meglio, per lo meno mentalmente.

L’Udinese è una squadra con poca qualità ma tanta fisicità; sul suo campo, anche una squadra tecnicamente superiore se non è  mentalmente a posto  rischia di perdere. E il Milan questa gara l’aveva praticamente persa, anche meritatamente. E’ vero che i friulani non avevano fatto altro che difendersi coi denti nella propria metà campo per novanta e passa minuti, sfruttando gli errori e le voragini difensive lasciate spesso da noi, ma è il calcio bellezze, chi commette più errori di solito perde. E meritatamente.

Il Milan ha cominciato a commettere errori sin dai primi minuti, e credo che chiunque di noi  ben prima del gol di Beto ne avesse percepito nitidamente nell’aria il sinistro odore. Dalla partita contro la Fiorentina abbiamo cominciato a sciorinare una serie incredibile di stupidaggini nei pressi della nostra area, stupidaggini costateci quasi  sempre care. Stupidaggini assurde, con l’azione avversaria già morta e sepolta e con la palla saldamente — almeno all’apparenza — in nostro possesso. Non è che con l’Udinese negli altri settori del campo ce la siamo cavata tanto meglio, sia chiaro: manovra  lenta, sempre secondi sulla palla nei contrasti, pochissimi tiri in porta e quei pochi tutti a infrangere le vetrine dei negozi prospicienti lo stadio. Il Genoa e la Salernitana, con la loro modestia avevano nascosto in parte questo nostro appannamento, inoltre c’era la gara decisiva di Champions in avvicinamento come scusante; l’Udinese, evidentemente meno modesto e fisicamente ben messo, ha mostrato con chiarezza come stanno realmente le cose in questo momento.

Su alcuni singoli preferisco non esprimermi, vista l’indecenza della loro prestazione. Preferisco spendere due parole su chi, nonostante tutto, in campo se l’è cavata egregiamente (qualcuno c’è stato).

Ibrahimovic, gol a parte, è stato il migliore in campo: sempre circondato da due o tre mastini, mal accompagnato e mal servito dai compagni (specialmente nel primo tempo), ha confermato il giocatore assurdo che  è, semmai ce ne fosse stato bisogno. Messias, oltre a qualche bel numero con la palla, saltando l’uomo e spezzando qualche raddoppio ha permesso alla squadra di spostare il baricentro più vicino all’area avversaria.  Tonali e Kessiè, pur non facendo chissà cosa, hanno fatto meglio dei loro  pari  ruolo (a proposito: quelli che volevano spedire Franck in tribuna per ripicca concedendo di conseguenza più minutaggio a Bakayoko, ne sono ancora convinti?).

Pioli ha tutte le attenuanti del mondo, è obbiettivamente complicato preparare le partite quando a ogni gara stenti a mettere insieme undici giocatori da mandare in campo. Avrei alcune domande da porgli, ma vabbe’, prima o poi tratteremo l’argomento.  Per il momento, posso soltanto dire che quel centrocampo del primo tempo si poteva evitare.