L’andamento della gara non mi è sembrato tanto diverso rispetto ad altri di questa stagione contro le cosiddette piccole, andamenti che al fischio finale ci avevano lasciati con l’amaro in bocca: vantaggio, pausa di riflessione più o meno lunga, avversari che prendono campo, distrazioni varie, pareggio (quando è andata bene). Tuttavia qualche differenza sabato sera c’è stata: un maggior equilibrio (forse anche per via del 4-3-3 mascherato da 4-2-3-1 ormai adottato da qualche partita); una concentrazione maggiore da parte dei ragazzi; un arbitro che non ha concesso gol di mano e non si è fatto scappare fischi assurdi al novantesimo.

Cominciamo dicendo che l’albo d’oro della Serie A — ma credo di qualsiasi altro  torneo di calcio del mondo — è pieno di nomi di squadre che hanno vinto di misura soffrendo qualche partita sulla carta agevole. Lo stesso Milan scudettato di Sacchi batté a fatica l’Empoli (poi retrocesso) in casa con un gol di Van Basten, rientrante da un lungo infortunio: stessa porta, più o meno stessa posizione di Kalulu (ma piede diverso), stesso angolino, terzino sinistro (Maldini) assente (anche se per infortunio e non per squalifica come Theo). Quindi nulla di vergognoso a portare a casa tre punti pur giocando maluccio (ieri solo nel secondo tempo in realtà). Mi ero però illuso che dagli schiaffoni già ricevuti avessimo imparato qualcosa, invece così non è stato, per lo meno non del tutto. Impareremo, d’altronde siamo giovani.

Bisognerà fare in fretta però, poiché il tempo stringe. E’ vero che quella roba là non avrebbe dovuto essere il nostro primo obbiettivo, ma non crederci ora mentre si è  in ballo — e mentre nel complesso non si sta affatto ballando da cani — sarebbe estremamente sciocco.  So benissimo che non siamo perfetti, anzi, che siamo ben lontani dalla perfezione: siamo poco esperti a certe altitudini, la catena di destra non è all’altezza di quella mancina, ci vorrebbe un po’ di qualità in più là davanti e via dicendo.  Ma è palese che abbiamo qualcosa di potente dentro, qualcosa che ci ha spinti e ci sta mantenendo lassù. Stabilire cosa sia esattamente questo qualcosa  non è semplice; personalmente sintetizzerei così: siamo una vera squadra. E non mi riferisco soltanto ai giovanotti che scendono in campo.

Mi è piaciuto moltissimo ovviamente Kalulu: gol bello, difficile, col piede sbagliato; e solita solidità difensiva, che potrebbe indurre la dirigenza a qualche riflessione circa le priorità del prossimo mercato. Ma ci sarà tempo per queste riflessioni.

Non so se Maignan sia più forte del suo predecessore e non mi interessa, so per certo che è un gran portiere e tanto mi basta. Le canocchie internazionali di Donnarumma mi allietano assai, alla faccia dei moralisti di professione che francamente hanno scassato, ma non mi allieteranno mai quanto le prodezze di Mike.

Tonali è un giocatore clamoroso. Punto.

Messias sembra un bravo ragazzo ed è un buon giocatore, ma mi sta ricordando troppo Suso,  che detestavo. E’ evidente che occorra altro, in quella fascia.

Florenzi ha disputato un’altra ottima prova e ha terminato la gara tormentato da crampi: è da riscattare.

Pioli sta tentando di portare più equilibrio alla squadra in modo da controllare meglio certe partite. L’impresa non è delle più facili: con Diaz paghi le ripartenze avversarie, con Kessiè in quella posizione sei meno imprevedibile in zona gol ma più coperto in mezzo (Calhanoglu come caratteristiche era perfetto per il nostro tipo di gioco, al di là del valore del giocatore che considero tuttora di medio livello). E’ comunque evidente che Pioli ci vuole provare: sotto sotto ci crede anche lui, a quella roba là.