Charles De Ketelaere. Ho letto talmente tante volte il suo nome nell’ultimo mese e mezzo da essere già in grado di scriverlo correttamente senza l’ausilio di copia-incolla. E’ una rarità, credetemi. Per Calhanoglu ci misi quasi tutto il girone d’andata, per esempio, per via di quella maledetta ‘h’ che piazzavo ovunque ma mai dove avrei dovuto. Temo moltissimo l’eventuale arrivo di Chukwuemeka in questo senso, anche se il profilo di questo ragazzino mi sembra molto interessante per la realtà del Milan attuale.

Ma torniamo a Charles. Pare che il suo nome si pronunci Sciarle Dekitlare, ma non ci giurerei; di sicuro assisteremo a varie versioni più o meno strampalate di tale nome da parte degli addetti ai lavori. Magari sarebbe meglio chiedere al diretto interessato, sempre che egli stesso ne conosca l’esatta pronuncia. A ogni modo, ciò che più ci dovrebbe interessare di lui non è la pronuncia del nome, bensì le sue qualità tecniche, fisiche e mentali; doti che, a seconda della generosità concessa da madre natura, fanno la differenza fra i fuoriclasse e le pippe, doti che il giovane belga si dice possegga in abbondanza.

Onestamente non saprei che dire. Come sempre preferisco astenermi da giudizi quando ignoro qualcosa. E su Charles sono molto, molto ignorante. So che è costato un botto, forse fra i primi cinque esborsi cacciaviti di sempre, di sicuro fra i primi dieci. Ma non l’ho mai visto giocare una partita intera, Charles. Mi persi anche la finale per il terzo e quarto posto di Nations League vinta dagli azzurri per 2 a 1, nella quale egli entrò al quarto d’ora della ripresa infilando poi Donnarumma con un tunnel beffardo al minuto 87 (qui gli highlights, con annesso l’orrendo ‘Dekleter’ del commentatore). Poi vabbe’, su You Tube è un mesetto circa che lo sto stalkerando, mentirei se affermassi il contrario, ma sulla rilevanza di immagini sportive montate su misura mi sono già pronunciato a sufficienza.

Non mi stracciavo le vesti come certuni prima, ossia durante la complicata trattativa col Bruges, non festeggio a mortaretti, trombette, cappelli a cono e stelle filanti ora. Tuttavia su un aspetto ritengo sia giusto sbilanciarsi: la fiducia nella MMM. Questo terzetto avrà anche commesso qualche errore, ma se ci facciamo caso ciò è sempre accaduto in situazioni d’emergenza o quando è stato necessario tappare qualche buco in rosa in extremis con i centesimi contati, mai quando ha avuto il tempo di osservare, riflettere e studiare piani assieme alle varie componenti del club. In tale situazione, la MMM non ha mai sbagliato un colpo; e il caso De Ketelaere appartiene evidentemente a quest’ultima casistica.

La mia ignoranza si estende anche alla collocazione tattica del ragazzo. C’è chi lo ritiene un trequartista, chi un’ala sinistra, chi un’ala destra. C’è addirittura chi lo considera una punta centrale. A me, per il momento preme soltanto che sia forte. E che non si pesti i piedi con Yacine Adli,  il quale è stato da lui indirettamente oscurato durante questo torrido luglio per colpa delle lungaggini delle trattative, e dal conseguente assurdo mestruo di parte del tifo.  Ma tendo a fidarmi anche di Pioli: in tre anni di conduzione tecnica, Stefano ha dimostrato di saperci fare con i giovani talenti. Giusto un filino.