Che cazzo avrai da ridere, seghino??

Questa settimana laviamo subito i panni sporchi di casa nostra e parliamo di Urby Emanuelson. Non so voi, ma io davvero non ne posso più di questo mediocre giocatore, ed ogni volta che vedo in campo mi chiedo quale assurdo liquore o amaro possa contenere tanto alcol da spingere il nostro allenatore a dargli ancora fiducia. Arrivato all’ombra dei colpi Cassano e Van Bommel nella finestra di mercato dello scorso gennaio direttamente dall’Ajax, l’olandese fu dipinto come la ciliegina sulla torta per completare un più che discreto mercato, nonché come importante risorsa anche in prospettiva per la fascia sinistra difensiva.  Gli addetti ai lavori avevano convinto i tifosi milanisti digiuni di calcio olandese che Urby fosse un terzino tecnico dalla sgroppata facile, magari un po’ da rivedere in fase difensiva. I cacciaviti però facevano spallucce a quest’ultima postilla e con picchi di entusiasmo che rasentavano spesso voli pindarici esclamavano: “ma tanto noi c’abbiamo quel geniaccio di Tassotti che ha addestrato Abate che c’ha i piedi di ghisa e l’aria da nordico tonto, vuoi che non riesca ad incanalare nella retta via anche Emanuelson che è uno  scuola Ajax, eh?! mica cazzi! E poi a PES è fortissimo.. ci sarà un motivo se è così forte!“. In realtà Urby in difesa a sinistra non ci ha mai giocato; Allegri gli ha fatto fare di tutto, la mezza punta, l’attaccante, la mezzala.. ma mai  l’ha schierato terzino. I risultati sono quelli che sono ed il copione è sempre lo stesso;  intorno al ’65 lo vedi là, accanto al quarto uomo, pronto ad entrare con quella faccia intimorita da seghino (in quanto tale). Dopodiché entra in campo e generalmente nei primi minuti, chi non è abituato a vederlo può essere portato a scambiarlo per uno dinamico ed intraprendente. ERRORE. Trattasi di un seghino completo, il dinamismo non è altro che frenesia inconcludente,  per ogni pallone che tocca fa (almeno) una cagata costringendo ormai i tifosi più blasfemi ad associare ogni suo tocco di palla ad un’imprecazione. Basta con questo accanimento, di olandese da sopportare di mala voglia ne abbiamo già uno. Per favore, basta Emanuelson.

 

Il secondo seghino di oggi è stato nostro (in)degno avversario domenica scorsa nel fastidioso match di Bologna. Stiamo

Ramirez mentre sfoggia un delizioso maglioncino a rombi tipico degli anni '60.

parlando di Gastón Exequiel Ramírez Pereyra. Classe 1990 è il simbolo di una generazione stolta di ragazzini isterici e viziati che meritano di crepare degli stenti che provocherà fra pochi anni la fine dell’era del petrolio. Una partita la sua, passata a protestare ed a randellare, a piangere ed a fottere. Mi viene in mente l’impunita mega tranvata che ha rifilato a Boateng a primo tempo e le scenate sul sacrosanto rigore negato al Bologna per fallo di mano di Seedorf. Ecco, chi può riguardi il video e osservi questo ossesso che si rotola per terra dalla disperazione per il rigore non concesso…  persino Eduardo De Filippo richiedeva più sobrietà nelle sue commedie teatrali napoletane, neanche la madre di un delinquente camorrista arrestato dai carabinieri davanti a tutto il vicinato a Napoli avrebbe inscenato una disperazione simile. Ma questo è stato solo il picco di una partita passata a protestare a prescindere, dal primo all’ultimo minuto. Il dio del calcio però, che spesso è stolto ma ogni tanto si ravvede ha deciso di punirlo. Poco prima della metà del primo tempo il fastidioso ragazzino uruguaiano è lanciato verso la nostra porta inseguito da Marione Yepes con la lingua a penzoloni (tra l’altro, nell’occasione,  il centrale colombiano riporterà un serio ‘infortunio alla caviglia); dovrebbe solo calciare ed impallinare quell’altro seghino di Amelia all’ingresso dell’area piccola e leggermente defilato sulla destra, ma ecco che improvvisamente poco prima di calciare si tocca leggermente il pallone con l’altro piede lisciando clamorosamente il tiro e cadendo rovinosamente a terra… accenna a protestare per chiedere almeno uno stupro di corner ma una seghinata del genere è stata troppo anche per lui. PESSIMO! Uscirà poco dopo per un risentimento muscolare, il minimo sindacale dopo tutto quello che gli ho augurato.

Questa settimana menzione speciale anche per Manuel Pasqual della Fiorentina per il rinvio sul ginocchio di Segatomo che insacca avendo pure il coraggio di esultare e per il nostro Marco Amelia. A tal proposito voglio farvi una confidenza: questa è una menzione di seghineria sulla fiducia. Io non ho ancora visto la sua seghinata perché al momento del gol mi era saltato lo streaming. Vi dico solo che stavo ancora esultando per il gol di Ibra su rigore e quando è tornata “la linea” mi sono ritrovato i giocatori del Bologna festanti. A quel punto ho avvertito quella vaga sensazione di essere un babbeo e mortificato per l’accaduto non ho voluto neanche rivedere in seguito la cappella dell’ex portiere del Genoa. Era molto grave? Nel dubbio, un bel: “ma muori, seghino!!” non glielo ha levato nessuno.