Ritornano i seghini della settimana, la rubrica che insulta i peggiori giocatori che durante la settimana hanno calcato i campi (innevati) del calcio italiano ed internazionale.

A destra Cissé, quando si dilettava nei telefilm.

L’onore di essere il primo seghino di questa settima edizione spetta a Djibril Cisse. Questo lurido scarparo , noto per le sue spiritose acconciature, è stato appena venduto al QPR dalla Lazio. Arrivato in estate tra grandi aspettative di una piazza di rincoglioniti molto calda come quella romana, dove i tifosi biancocelesti, non stavano nella pelle e sprecavano coretti ironici sulle doti intime del loro nuovo jolly d’attacco, immaginato a più riprese nel lettone con Ilary Blasi. Il rendimento (calcistico) però si è rivelato molto al di sotto delle attese con prestazioni abuliche al limite del conato, che hanno costretto diversi fantamanager (tipo il nostro Rickydevil) a maledire a più riprese il giorno in cui avevano deciso di acquistarlo. Fino a qui sarebbe una storia come tante, ma dove sta la cosa che fa girare le palle al sottoscritto? Che questo seghino, ha realizzato un solo gol in campionato, ovviamente contro il Milan, per poi ripetersi in Coppa Italia l’altro giorno, sempre contro il Milan. Praticamente due gol fatti e due gol al Milan. Oltre a questi, i più puntigliosi ed amanti delle statistiche potrebbero obbiettare che Cissè in realtà ha realizzato anche una doppietta nei cinquatesettesimi di finale di Europa League contro il il mai domo Rabotnički,, squadra da dopolavoro ferroviario macedone. Poco cambia… anzi, tanto peggio mi sento… ha segnato a noi ed al Rabotnički.. due squadre di seghini!

Zarate si piace proprio...

Il secondo seghino della settimana è uno dei più grandi equivoci tattici nella storia del calcio, Mauro Zarate. Peggio anche di Emanuelson, che equivoco tattico lo rende il nostro allenatore schierandolo in tutte le posizioni tranne la sua, quella di terzino. La differenza tra i due tipi di equivoci sta nella differenza tra un figlio nato per sbaglio (Zarate) e uno voluto (Emanuelson), ma uscito un po’ tardo a causa dell’età avanzata dei due copulanti che sapevano del rischio che stavano correndo; c’è una bella differenza. Ma non divaghiamo; dicevamo, Zarate, acquistato dai cugini vedovi di Eto’o (insieme a quell’altro sciancato di Forlan) si presentò ad Appiano Gentile tra grandi proclami e le solite dichiarazioni sull’occasione di una vita, sul sogno e bla bla.. oltre a questo rideva per la clausola inserita nel suo contratto che lo avrebbe premiato con incentivi monetari a seconda degli assist effettuati.  Allo stato attuale, probabilmente Maurito ride molto meno e con lui i tifosi nerazzurri. Prestazioni indecenti, da pura ignavia calcistica hanno convinto anche uno paziente come Ranieri a sbatterlo in panchina o addirittura in tribuna. Domenica scorsa, nella gara persa a Lecce, a Ranieri prende un embolo e decide di buttarlo nella mischia sostituendo Snejider, il quale, in preda a deliri di onnipotenza, cazziava tutti i compagni gli capitassero a tiro, facendosi mandare affanculo anche da uno sfigato come Pazzo Pazzini. Il buon Ranieri a fine partita ammette l’errore, sostenendo che Zarate “si limita a guardare le partite e poi il giorno dopo in allenamento fa il fenomeno!”. Di dribblomani seghini è pieno il mondo,  ingaggiarli  in serie A, anche con clausole sugli assist non serve. Se sei un seghino dribblomane, resti pur sempre un seghino. Però io che sono buono, il buon Maurito lo trovo simpatico e me lo voglio ricordare per sempre così… con questa seghinata da paura che mi fece spaccare dalle risate per cinque interminabili minuti!

Il terzo dei seghini, lo cito per una ripicca personale. Da poco, a Cagliari ho avuto modo di vedere Francesco Pisano, terzino rossoblu fare il figo davanti ad alcuni tifosi a bordo del suo BMW X5 bianco, sgommando in mezzo alla folla dopo uno sguardo da vero duro. Il ragazzo è un idolo locale, nato e cresciuto a Cagliari, con forti inflessioni linguistiche del cagliaritano medio, perfettamente riassunte in questo magistrale video. L’atto di arroganza mi è tornato in mente quando, domenica notte l’ho visto a metà del primo tempo mentre temporeggiava impaurito come un bambino davanti ad un tyrannosaurux rex, aspettando Ibrahimovic, che defilato sulla fascia destra, lo riempiva di finte per poi infilarlo easy e mettere la palla al centro.  Questo seghino è colui che invalida la regola del proverbio nemo propheta in patria.. lui è propheta in patria e seghinum ex (seghino fuori). Una sonora pernacchia per lui!

In conclusione, in risposta alle inflazionate rubriche dei “Saranno Famosi”, oggi lanciamo quella del “Saranno seghini – speciale calciomercato“… occhio ai masochisti acquisti di Vincenzone Iaquinta da parte del Cesena, Sulley Muntari da parte del Milan (e qui mi taccio per rispetto alla religiosità dei pochi credenti del blog) e di Ruben Oliveira al Lecce. Ci sarà da ridere… a meno che, come Cissè, non decidano di prendersela con noi… a quel punto si potrà solo imprecare, come quando tocca palla Emanuelson.