Emanuelson. E’ paradossale come nelle ultime settimane mi sia trovato più volte a dover scrivere dell’olandese. Ho detto e si è detto tutto il contrario di tutto. Ammetto con candore che ancora oggi fatico ad inquadrarlo tatticamente e tecnicamente. Negli anni ’70 il ragazzo sarebbe stato catalogato sugli almanacchi Panini come “Jolly”. A questo punto non escludo che lo sia. Si aggiunga che la sua evoluzione è costante. Ha iniziato con il fare tutto male, poi è passato al malino. Si è attestato per un periodo al fare tutto senza infamia e senza lode, fino a giungere al fare benino. Ora pare che sia in forma e che tutto gli riesca bene. Già nel Derby perso affermai che il giocatore stava cambiando, ma vidi la sua buona prestazione come un indice negativo del momento della squadra. Adesso il fatto è diverso: lui gioca bene, il Milan gioca bene. Quale può essere, dunque, l’utilità di Emanuelson? Mi riservo altre 5-6 partite per capirlo. Gli riconosco, però, una capacità di correre in verticale e una certa facilità nel giocare la palla con un tocco alla ricerca di una soluzione smarcante (es. mancato gol di Ambrosini a Cesena). Il tempo ci dirà se Allegri ha avuto ragione con questa, a tratti, fastidiosa insistenza.

Antonio Conte. Lascio che a parlare dell’attuale allenatore della Juventus siano le seguenti parole risalenti al 10.06.2007: “C’è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. […] Retrocedere così fa male però mi fa capire cose che già sapevo. Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che adesso ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito. Correva la stagione calcistica 2006/2007, anno I Dopo Calciopoli. La Juventus perdeva in casa con lo Spezia (gol di Padoin, solo omonimo dell’attuale gobbo) e l’Arezzo retrocedeva in Serie C1. L’allenatore dell’Arezzo era Antonio Conte. Non aggiungo altro.

Thiago Silva. Heinze, Stendardo, Spolli, Ranocchia, Bonucci, Burdisso, Lisuzzo, Tomovic, Diakite, Domizzi, Bonera, Cordoba, Portanova, Nastasic, Natali, Granqvist, Lucchini, Manfredini, Canini, Von Bergen, Rodriguez, Silvestre, Fideleff, Dainelli, Munoz, Sorensen, Paletta, Rossettini, Contini, Yepes. Questi 30 difensori centrali del campionato italiano hanno tutti una cosa in comune. Quale?

Formazione. Nella mia testa esistono tre diverse possibili formazioni, tutte condizionate da due giocatori: Ibrahimovic e Boateng. Entrambi al 90% non saranno delle partita. All’alba di mercoledì, io schiererei i seguenti Milan: 1) (Ibra SI – Boa NO) Abbiati, Abate, Mexes, Thiago Silva, Mesbah, Nocerino, Van Bommel, Muntari, Emanuelson, Ibrahimovic, Robinho; 2) (Ibra NO – Boa SI) Abbiati, Abate, Mexes, Thiago Silva, Mesbah, Nocerino, Van Bommel, Muntari, Boateng, Robinho, Maxi Lopez; 3) (Ibra NO – Boa NO) Abbiati, Abate, Mexes, Thiago Silva, Mesbah, Nocerino, Van Bommel, Emanuelson, Robinho, El Shaarawy, Pato.