Premessa. Oggi sarà giorno di decompressione e lucidi (si spera) commenti. Userò uno strumento non amato, quello delle pagelle, per fornire una mia personale lettura di quanto accaduto. Aggiungo, altresì, che non condivido affatto il pensiero di chi parla di irrisorio valore europeo della squadra. Ciò che è modesta è la caratura europea dei suoi leader. Se questi vengono meno nelle occasioni importanti, conseguentemente si sciolgono anche i comprimari come neve al sole. Se Thiago Silva, Van Bommel (nei primi 20 minuti), Robinho e Ibrahimovic (nel primo tempo) disputano complessivamente una partita orrenda e sottotono, non ci si può aspettare miracoli da Mesbah, Nocerino o Emanuelson. Ciò che, però, mi fa ben sperare è il secondo tempo. Mai avrei pensato che una squadra allo sbando potesse giocare i secondi 45 minuti in quel modo. Abbiamo saputo soffrire, gestire e creare. Questa è una prova di carattere e da lì dobbiamo ripartire.

Abbiati, 7. E’ stato il fattore determinante. Eccezion fatta per il parziale errore sul secondo gol – a mio parere era coperto da Thiago Silva e non ha visto partire il pallone – è stato uno dei pochi a non perdere mai la testa. Sicuro in uscita e sontuoso su Van Persie. Spesso fornisce prestazioni discutibili, ma quando conta davvero difficilmente ha sbagliato (es. Milan – Inter 3-0).

Abate, 6. Nel secondo tempo è stato uno dei più positivi. Nel primo uno dei meno peggio. E’ innegabile, però, che la sua pressochè totale incapacità di essere pericoloso negli ultimi 20 metri, annessa alla sua inabilità nei cross, ha reso monca la sua prestazione.

Mesbah, 5. Con Zambrotta o Antonini non sarebbe cambiato nulla. Walcott all’Emirates è un cliente impossibile, soprattutto per chi fino a gennaio era abituato a giocarsi la salvezza. In certi frangenti faceva tenerezza. Eppure non mi sento di colpevolizzarlo, perchè con i suoi limiti ha provato continuamente a lottare senza scoraggiarsi.

(Bonera, S.V.).

Mexes, 8. Sta passando sotto silenzio la mostruosa prestazione di Mexes. E’ stato cattivo, preciso, dinamico e soprattutto è stato leader. Ha trascinato il reparto. Ha trasmesso fiducia. Ha dato ordine alla linea. Ha marcato con pulizia gli avanti londinesi. Mi sta sorprendendo. Bravo Philippe.

Thiago Silva, 4. Una pena. Lungi da me disconoscere la sua classe e la sua forza, ma ieri è stato un’angoscia. Per i più si è salvato con l’orgoglio, a me è, invece, parso un pulcino impaurito. Molle e impreciso come mai in questa stagione. E’ ovvio che non potrà mai raggiungere la solidità e la perfezione di Lucio o Samuel, ciò nonostante da lui mi aspetto ben altro. Ieri doveva essere la nostra roccia. Ha avuto (errore grossolano a parte) il carisma di un mollusco.

Nocerino, 5,5. Non sempre le ciambelle riescono con il buco. Ieri è stato travolto dalla marea gunners dei primi 45 minuti. Nel secondo tempo si è mosso con più testa, ma ha sulla coscienza il clamoroso errore ad un metro dalla porta. Non ha ancora la personalità che serve, ma rimane un validissimo ed indispensabile giocatore.

Van Bommel, 8. I primi 15 minuti sono stati agghiaccianti. Viene ammonito subito e sbaglia clamorosamente in occasione del gol di Koscielny. Dalla tempesta riemerge come un generale vero. Gioca i restanti 75 minuti con un carisma unico. E’ un campione, anzi un fuoriclasse. E’ l’unico calciatore con pedigree internazionale in rosa. Bisognerebbe clonarlo.

Emanuelson, 5. Il voto è negativo, però è evidente il suo deficit fisico. Fatica a ripartire. E’ in costante affanno e non ha il passo. L’infortunio di Palermo non lo eslcude ugualmente dalla tenzone. La scelta di averlo in campo è obbligata. Ieri sera non è tornato seghino. Semplicemente con qualche centrocampista in più disponibile, non avrebbe giocato nei tre di centrocampo. Bocciato, ma senza particolari colpe.

Robinho, 4. Con Thiago Silva è il peggiore. Sbaglia veramente tutto e non indovina un movimento. Una prestazione inattesa e sconcertante viste le ultime uscite stagionali. Non aggiungo altro per pudore.

El Shaarawy, 5,5. Non gioca una brutta partita. E’, però, privo della necessaria consapevolezza. Gioca leggero, come non capisse l’importanza dell’evento e la gravità calcistica delle situazione. Appare spaesato. Deve comunque essere rivisto ad alti livelli. Ieri ha sofferto il crollo verticale dei compagni e nessuno poteva pretendere che lui prendesse tutti sulle spalle. E’ bravo e forte, ma non è Messi e nessuno pensa che lo sia. Lasciamolo crescere.

(Aquilani, 7. 20 minuti di qualità e serenità. Un assist per Nocerino. Entrato lui si è sistemata la squadra e si è definitivamente spento l’Arsenal. Ci serve come il pane.).

Ibrahimovic, 6. Vado controcorrente rispetto alla moltitudine. Ieri è stato lento, macchinoso e involuto. Rallentava ogni giocata, ogni passaggio. In parte questo è il suo stile. Gioca da accentratore, gioca come fosse ai parchetti. Eppure ha dato la sensazione di predicare in un deserto offensivo. La sua insistenza in certe irritanti giocate era anche dettata dal fatto che non aveva sodali svegli e abili a muoversi correttamente. Per me, in sostanza, è stato sufficiente, pur portandosi il fardello di un primo tempo inguardabile. I secondi 45 minuti sono stati giocati offensivamente quasi solo da lui. Gli altri erano tutti usciti dal campo. Lui almeno ha lottato, ha sofferto, ha sbagliato tantissimo, ma non ha tirato indietro la gamba come altre volte è accaduto nella sua carriera.

Allegri, 5. Non può essere data la sufficienza ad un allenatore la cui squadra rischia di dilapidare un vantaggio di 4 gol. Ciò detto per me è uno dei meno responsabili, pur dovendo lo stesso esserlo solo per il ruolo che ricopre. Questa cosa della preparazione psicologica della partita è una fanfaronata per novelli Freud. Così come è una sciocchezza questa discussione sul modulo. Ieri non si è perso per il 4-3-3. Si è perso per ingenuità e sufficienza dei singoli. Un allenatore deve scegliere i migliori per l’incontro (e ieri questi erano obbligati!) ed illustrare come aggredire le deficienze tecniche e tattiche degli avversari. Solo da ultimo questo deve caricarli psicologicamente. Sono atleti e sono campioni. Se Thiago Silva rinvia come un libero da oratorio non è perchè Allegri non gli ha fatto il lavaggio del cervello. La colpa è di Thiago Silva che si caga nelle mutande. Se vogliamo muovere qualche appunto all’allenatore, chiediamogli perchè ha scelto Mesbah e non Bonera a sinistra o perchè lo stesso algerino non è stato messo a centrocampo, portando Emanuelson a trequarti e Robinho di fianco a Ibra. Queste sono domande legittime. E’ assurdo, invece, addebitargli una colpa specifica sulla dormita di Van Bommel o sui passaggi orizzontali di Emanuelson.

Chiudo affermando che ieri si è giocato con tre punte con l’intento chiaro di spaventare loro e cercare in tutti i modi di segnare noi nei primi 25 minuti per chiudere la questione. Gli errori marchiani di Van Bommel e Thiago Silva hanno cambiato tutto e col senno del poi i tre attaccanti era meglio evitarli, ma quanti di voi pensavano alle 20.44 che nella merda ci saremmo ritrovati a causa dei nostri due giocatori migliori? Secondo me nessuno, nemmeno Allegri.