come Mesbah vedeva Dani Alves...

Ieri sera, dopo i quarti di finale tra Milan e Barça la sensazione è stata decisamente quella che tutti più o meno avessero fatto una grande partita. E del resto non potrebbe essere diversamente se non prendi gol da una squadra di alieni come quella azulgrana. Ricordando però a freddo alcuni episodi della partita, emergono alcune seghinate da antologia che, non ho il minimo dubbio a riguardo, vi hanno fatto gridare “ma muori seghino” a diversi giocatori. Partiamo subito dal terzo minuto e il piatto sbagliato in area piccola da Robinho. Io non dico di segnare bucando la rete, ma cazzo Robinho,  sei solo, completamente solo davanti a Valdes, al centro, hai tutta la porta spalancata e la tiri in terzo anello con un piattone molle e ciondolante?! Ma muori, seghino! Poi, sentiamo, quanti di voi hanno sentito l’istinto di lanciare qualcosa contro la televisione quando Urby Emanuelson, al minuto 90 ha ricevuto un pallone davanti alla nostra trequarti seghinando rovinosamente e facendoselo fottere dal flipper del Barça? Prima che Messi scagliasse la palla fuori, sono stati attimi di terrore intenso, di rabbia cieca passati ad insultare il jolly olandese in tutte le maniere.  Oppure vogliamo parlare di Mesbah? Un uomo cagato in mano, un uomo con il terrore negli occhi che combatteva contro i demoni dell’inferno come l’amico seghino valoroso del protagonista di un horror che in genere muore per primo. Ha cominciato provando a provocare un rigore su Puyol; nonostante il dramma del momento, subito dopo il replay mi sono sganasciato dalle risate ieri sera. Se ricordate bene, ad un certo punto si vede Puyol che sbuca come una saetta in area rossonera per andare a incocciare un corner e poco

come Mesbah vedeva Messi...

dopo si vede a rimorchio quel seghino di Mesbah che arranca con sguardo impaurito tenendolo vistosamente per la maglia. La palla colpita dal capitano azulgrana uscirà di poco sul fondo, ma lo sguardo del terzino algerino resterà negli annali. Così come resterà negli annali il tentativo goffo di fermare Messi e una volta caduto rovinosamente a terra la tentazione folle di colpire il pallone di mano con un pugno (tentativo poi non andato a buon fine). Per nostra fortuna poi Abbiati respingerà il tiro dell’argentino e Antonini coprirà sul tiro a botta sicura di Tello praticamente sulla linea di porta. Ma dio mio Mesbah, ma come cazzo l’hai vissuta la vigilia? Guardando le repliche di Notte Horror che davano ogni martedì d’estate su Italia1 tanti anni fa?! Da menzionare tra le seghinate c’è indubbiamente la rovesciata di Seedorf a centrocampo stile quelle che faceva Muntari all’Inter dove era solito esibirsi in questo inutile gesto atletico non appena vedeva palloni a mezz’aria.

...Zlatan Ibrahimovic appare a Kjær

Tra i seghini della settimana non possiamo non annoverare il mitico Simon Thorup Kjær che sabato scorso ci ha permesso, grazie a colossali seghinate, di giustiziare la Roma a S.Siro. Arrivato in prestito l’ultimo giorno di mercato dal Wolfsburg per più di 3 milioni e con uno stipendio da quasi 5 milioni di euro, quello che Delio Rossi ha definito il miglior difensore mai allenato, si pensava dovesse sistemare la retroguardia giallorossa in maniera definitiva affiancandolo a Juan, tenendo Heinze come chioccia.  Sabato scorso, tra le tante cappelle commesse spicca sicuramente quella che ha causato il secondo gol rossonero. Una scarpata al pallone lancio lungo di Sulley Muntari verso la porta romanista coglie del tutto impreparato il buon Simon che alle sue spalle vede materializzarsi la sagoma di Zlatan Ibrahimovic; un po’ come quando ti tuffi tranquillo dal pedalò e intravedi arrivare dal fondale la sagoma di uno squalo bianco. Ibra riceve la palla e salta con un pallonetto il portiere Lobont in disperata uscita. Il problema è però che il pallone calciato da Zlatan ci mette un quarto d’ora a scendere e da il tempo al danese di recuperare; una volta arrivato sulla linea quest’ultimo, non certo un mingherlino come me, prova a frapporsi ma Zlatan lo tiene a bada con l’anca prima di dare una prepotente zuccata decisiva tra lui e Lobont, buttando la palla in rete per i 2 a 1 definitivo. E pensare che nel 2009 questo fu eletto miglior giocatore danese dell’anno…ah come sono lontani i tempi di Laudrup, povera Danimarca, magari ci fosse solo del marcio, ora è anche pieno di seghini.