Un momento della partita in cui Pirlo sbeffeggia il centrocampo inglese, facendo loro anche l'ignominioso gesto del seghino a due mani..

Chi come me quest’estate si sta dilettando nel tifo contro la nazionale italiana di Cesare Prandelli, domenica avrà sicuramente scomodato più di un santo durante la partita contro l’Inghilterra. Intendiamoci, nessuno pensava che l’Inghilterra fosse uno squadrone, ma in pochi si sarebbero immaginati una roba così oscena e detestabile, quasi pornografica nella volgarità ostentata verso il gioco del calcio. La compagine guidata da Roy Hodgson ha mostrato la versione sfigata del catenaccio all’italiana, tentando di scimmiottarne goffamente uno stile difensivo perfetto, che consentisse poi il colpaccio dopo una partita passata a subire. Il problema era che mentre le squadre italiane ammazzavano la partita, e poco o niente concedevano agli avversari, quest’accozzaglia di seghini buttata in campo a  casaccio, ha concesso di tutto agli azzurri, mandando in visibilio la stampa del bel paese (sempre pronta a cavalcare l’onda ora della merda, ora della gloria) facendo fare un figurone anche a mediocri scarpari come Abate; quest’ultimo, udite udite, è riuscito a mettere ben due cross onesti… ovviamente conoscendo le sue doti balistiche nei cross, nessuno ha creduto nella possibilità di una biglia decente da parte sua e l’azione è sfumata. Non solo, la controfigura di Gerrard e un seghino antropomorfo come Miller hanno consentito a Pirlo di fare letteralmente il cazzo che voleva; mancava poco che il bianconero facesse un moonwalking in mezzo agli zombie stile Michael Jackson e lo spettacolo era servito. Menzione di merito per il portiere del Manchester City, Joe Hart, che durante i rigori tentava, con facce da invasato tipo Stanley Harvey Eisen, di emulare i Kiss con la lingua fuori per intimorire i giocatori italiani. La figura di merda che il già citato Pirlo gli ha prospettato con quel cucchiaio tanto lezioso quanto beffardo ed atroce, resterà per sempre come ignominiosa macchia nella sua carriera.

A parte Rooney, sfiancato da un primo tempo passato a fare tutti i ruoli, la nazionale inglese è stata uno stupro etnico

Carroll descrive alla perfezione una delle sue tante prestazioni orribili con il sempre eloquente gesto del seghino..

verso il gioco del calcio, con giocatori veramente mediocri e mentalmente fragili. Questa scuola calcistica avrà pure il campionato più bello del mondo, ma sta attraversando una crisi generazionale senza pari; prova ne sia il solito affidarsi ad ali mulatte, quegli equivoci tattici tanto cari alla scuola Arsenal che a poco o niente servono nel 90% delle partite normali.  Il gioco inglese (specie nel secondo tempo) era basato sul lancio lungo da parte dei difensori centrali o del portiere verso Andy Carroll. Ed è proprio su di lui che mi vorrei soffermare. Questo bestione seghino rappresenta l’emblema del passaggio da un calcio tecnico e divertente come quello degli anni ’90, ad uno fisico ed esasperato tatticamente come quello odierno. Se prima i ragazzini gracili ma tecnici venivano scelti dagli osservatori, ora invece  preferiscono prendere scarpari enormi come armadi a due anti ma dotati di nessuna sensibilità verso il pallone. Chi, nell’Accademia di Joseph Swan School a Gateshead, ha incoraggiato il piccolo Carroll al gioco del calcio dev’essere esposto in piazza per un linciaggio da parte degli amanti del calcio vero. Se poi penso che nel gennaio 2011, il Liverpool lo acquistò per una somma di 41 milioni di euro, mi sale il sangue al cervello. Questo è capace solo di sportellare, ha medie realizzative da riserva degli juniores provinciali del Campolongo Tapogliano, sbagliava i passaggi ad un metro ed ha giocato un quarto di finale di un europeo di calcio. Resto allibito ed esterrefatto. I seghini ci hanno invaso, sono ovunque come quelli di CL e non sarà facile sconfiggerli. Ma noi teniamo duro.