Grande colpo di via Turati: ingaggiata la giovane promessa di origini marocchine (ma italianissima) Hachim Mastour.

Ho letto per caso questa notizia su Milannews.it e, preso alla sprovvista, complice la calura e il rincoglionimento che essa genera, devo confessarlo, sul momento mi sono un po’ arrapato. Poi, fortunatamente, riacquistando quel briciolo di lucidità mentale che mi consente di condurre una vita dignitosa (per lo meno sotto l’aspetto della considerazione da parte di chi mi conosce), mi sono domandato: “Ma chiccazzè Hachim Mastour?”

Sono andato immediatamente ad indagare.

C’era poca roba, in verità. E non poteva essere altrimenti:  il ragazzo non è un ragazzo ma è poco più di un neonato, anche se dimostra cinque o sei anni in più dei coetanei. Il giovane neoacquisto ha quattordici anni, praticamente è nato quando Gigione Di Biagio era impegnato a stampare sulla traversa di Barthez quel missile che sancì la nostra eliminazione ai quarti di finale del mondiale francese (un modo come un altro per dire che correva l’anno 1998). Si parla di Hachim come di un funambolo, uno che, sempre rispetto ai coetanei, sembra provenire da un altro pianeta. Insomma, pare che il ragazzino li “scherzi” tutti, compagni ed avversari, in maniera umiliante. Le sue esibizioni più famose, per lo meno a livello televisivo, sono quelle postate nei video sottostanti, nei quali si vede il nostro campioncino palleggiare magistralmente con El Shaarawy, e, successivamente, da solo con oggetti via via sempre più minuscoli. Il primo video contiene un’intervistina comprendente qualche dichiarazione ufficiale, una delle quali è addirittura già riuscita a fami incazzare: “Tifo Real Madrid.”  Un’altra invece mi ha vagamente inquietato:  “Di queste cose parla il mio procuratore.” (Procuratore??? Hai appena concluso la terza media, cazzo!) (ma non è questo, è che parla già come un professionista consumato). Avrei qualcosa da ridire anche sulla preferenza per la musica brasiliana ma vabbe’, sui gusti musicali, ancorché orrendi, si può pure sorvolare, in fondo si tratta di un bambino (anch’io andavo in brodo di giuggiole per ‘Il Caffe’ della Peppina‘ cantata allo Zecchino D’Oro, per dire).

Chi vivrà vedrà. Devo però dire che, quando scrivevo di auspicare un serio cambio di rotta per quanto concerne il settore giovanile, non pensavo che sarei stato preso così alla lettera. Adrianone, vabbe’ che pendi dalle mie labbra, ma calmati cribbio!