Berlusconi. Incuriosce l’improvvisa smania berlusconiana di essere dentro il Milan. Dopo mesi di doloso silenzio, una luce inattesa. Non mi par vero che Silvio possa conoscere Constant, De Sciglio o Emanuelson. Paiono persin lontani i tempi di Zigone e del difensore greco che ha fermato Messi (Papastathopoulos n.d.r.). Non ho alcuna intenzione di farmi abbindolare, ma – come anticipato da alcuni – i recenti interventi non hanno prodotto nè ilarità, nè effetti devastanti. Forse hanno addirittura giovato. Il tutto è avvenuto con troppo ritardo. Eppure, in una stagione in cui non mi attendevo alcun aiuto, sono quasi felice delle visite a Milanello, delle presenze allo stadio (finalmente!) e dell’interesse verso la situazione di alcuni giocatori. Il passo successivo dovrebbe essere tornare ad investire, anche con oculatezza, ma “tornare ad investire”. Per ora mi accontento dello sprone dato ai giocatori, dell’imprevista fiducia all’allenatore e della parvenza di competenza sulle cose del Milan.

Montolivo. Qualche tifoso ha trovato blasfema l’idea di assegnare la fascia a Montolivo, vale a dire ad un giocatore che veste la maglia rossonera da soli 4 mesi. Vige nello spogliatoio rossonero il principio dell’anzianità. In assenza di Ambrosini, Abbiati e Bonera, la fascia doveva forse spettare a Yepes o Robinho. La scelta di rendere capitano Montolivo è stata, forse, la più intelligente e lungimirante del nuovo corso societario. Montolivo sorprende per voglia, tecnica, tattica e (soprattutto!) leadership. Dopo un inizio complesso, negli ultimi 45 giorni è stato un autentico trascinatore in campo: un vero capitano! Tale circostanza è stata da tutti compresa. Ambrosini è il capitano e lo sarà sino al suo addio. Un secondo dopo, Montolivo dovrà essere il nuovo, con buona pace di ogni regola di spogliatoio. Il capitano non deve seguire principi di vecchiaia, ma una logica dettata dall’esperienza, dalla serietà e dalla classe (dentro e fuori dal campo). Non sarà Rivera, non sarà Baresi, non sarà Maldini, ma Montolivo merita una lunga carriera rossonera. Anche da capitano.

Pato. Ha chiamato il procuratore. Ha già un nuovo ingaggio. Entrerà nel casting di Terra Nostra!

Allegri vs Conte. Pur augurandogli la colomba, il ghiacciolo e persino il panettone 2013, è innegabile come il livornese sia un allenatore che sbaglia molto. E sbaglierà ancora. Eppure con Conte non ha mai fallito. Solo l’andata della scorsa Coppa Italia è stata toppata tecnicamente e tatticamente. Allegri non soffre Conte. Impari, magari, a non subire anche Cosmi, Colantuono, Guidolin ecc., e il Milan ne gioverà, anche oltre gli evidenti limiti di squadra.