Fine di una domenica da dimenticare; non bastassero le vittorie di Napoli e Fiorentina che ci allontanano dal secondo posto e che mettono a serio rischio l’attuale terza piazza, ecco arrivare nel posticipo serale la sconfitta di misura contro la capolista Juventus, al termine di una partita a tratti soporifera (soprattutto nel primo tempo) e che ha mostrato tutti i nostri limiti tecnico-tattici

La Juve, fondamentalmente, centra lo specchio della porta in non più di tre circostanze, le prime due su punizione rispettivamente al 6′ (Abbiati si supera ma non senza infortunarsi) e al 27′, la terza su rigore – sacrosanto – al 59′ per una cappellata in comune tra Abate e Amelia (che rivela Abbiati dopo pochi minuti dall’inizio della partita). Dal dischetto Vidal non perdona, centrando l’angolino alla sinistra di Amelia

Il Milan fa qualcosa di accettabile nei primi cinque minuti, ha un buon momento intorno al 20′ e ha una ripresa intorno al 73′, tirerebbe di più rispetto alla Juve nello specchio della porta e ha un maggiore possesso palla, ma Robinho è un uomo in meno per noi, Abate ed Amelia combinano quello che combinano, Boateng insulso e Constant sarà sì generoso a proporsi, ma di fatto non sa crossare; Bojan dà linfa all’attacco spostando El Shaarawy in una posizione più accentrata ma io,,francamente, lo ricordo più per tutti i palloni persi. Tanti passaggi sbagliati, manovre spesso lente e almeno un quarto d’ora dal gol subito senza reagire non sono accettabili da parte di una squadra che punta alla Champions League

Partita persa da noi, ma questo fa ancora più male; le partite che restano saranno durissime e la squadra – oltre al tecnico – mi sembra pesantemente in confusione. A proposito del mister, mi domando il perché della sua insistenza per due cadaveri ambulanti come Robinho e Boateng e il perché dell’assenza di De Sciglio, che, forse, meglio di Abate avrebbe fatto…

Mah…