Bentornati a casa! Dopo una settimana di duro lavoro (esclusivamente svolto dal mirabile Darko), dovremmo ufficialmente essere tornati a casa. In una casa più nuova, più bella e pronta ad accogliere numerosi colpi di scena.

Milan. La squadra arranca. Le difficoltà di queste ultime tre uscite sono state più mentali che fisiche. Il Milan corre, ha gamba, ma è colpito da clamorosi cali di tensione che ne pregiudicano il risultato. Il doppio rigore di Firenze, l’espulsione di Flamini, la fesseria di Abate e Amelia, potrebbero costarci caro. Lascia stupefatti l’idea di riproporre con costanza un “atleta” come Robinho, dopo che per mesi è stato giustamente panchinato. Genera dubbi l’accantonamento definitivo di Nocerino, nonchè quelli parziali di Niang, Bojan e De Sciglio. Ciò nonostante, è l’atteggiamento generale a deficitare, influendo in maniera marginale la scelta degli uomini. A cinque giornate dal termine siamo davanti di un solo punto. Il calendario non è proibitivo, ma solo con un duplice index2successo casalingo (Catania e Torino) si potrebbe pensare con serenità ad un terzo posto acquisito. La strada è lunga, ma non lunghissima: serriamo le fila.

Amelia. Si potrebbero dire molte cose sulla sua prestazione di domenica sera, nonchè sulla sua latente presunzione. Da oggettivo fruitore di calcio vorrei però chiedergli: perchè sei uscito? Cosa pensavi potesse fare Asamoah (nonostante il marchiano errore di Abate) dalla linea di fondo e, per di più, in posizione defilata? In attesa della formulazione di una risposta, sono certo che mi guarderesti con sguardo spento…