SALA D’ATTESA – Storie di finali e di maledizioni

(mentre ripenso al titolo, mi viene in mente quell’immagine,ritoccata, della rissa alla fine di Inter-Valencia, ve la ricordate?c’era il portiere pugile mentre scappava inseguito degli interisti con la champions sotto braccio..che ridere che facevano..stanno tornando…)

Ieri, all’Amsterdam ArenA si è giocata la finale di Europa League. La competizione, snobbata dalle squadre italiane che vi partecipano, è tenuta in grande considerazione negli altri Paesi, pur se meno prestigiosa della Cmpions League. Questione di cultura sportiva, mentalità, ma alla fine dell’anno fa sempre piacere alzare un trofeo, pur se porta meno incassi della sorella maggiore, quella coppa dalle grandi orecchie che settimana prossima finirà in Germania, ancora non si sa se in Baviera o in quel di Dortmund.
In finale (qui gli highlights) ci arrivano il Chelsea di Rafa Benitez, subentrato ad inizio stagione a Di Matteo e il Benfica di Jesus. Cominciamo dai vincenti.

CHELSEA – Il Chelsea, a tuttoggi detentore della Champions League, vinta l’anno scorso contro il Bayern, vuole diventare la prima inglese e quarta in Europa a vincere tutte le competizioni europee, ed essere la prima in assoluto detentrice di entrambe le coppe, seppur per pochi giorni. Si schiera senza John Terry ed Hazard, seduti in tribuna, con David Luiz a centrocampo insieme a Lampard, e il trio Ramires-Oscar-Mata a supporto del niño Torres. Non combina granchè, a dir la verità, però non subisce gol, dando la sensazione di essere li, in attesa di colpire. Merito della difesa ma anche per colpa delle bocche da fuoco sterili del Benfica, che arrivano in area dalle fasce ma poi, davanti alla porta, non sanno che fare. Proprio su un’azione lusitana, nasce il primo gol blues: rinvio di Cech, Torres lascia scorrere il pallone e si invola verso la porta di Arthur, inseguito vanamente da Luisao, poi salta il portiere e insacca per l’1-0 Chelsea, un risultato ampiamente beffardo. Passano 7 minuti e Azpilicueta da una mano, letteralmente, al Benfica, che su rigore trova il pareggio con Cardozo.Lo stesso Cardozo chiama poi Cech al super intervento pochi minuti dopo, col portiere che risponde presente e leva la palla dall’incrocio. Arrivati all’85°, la partita si trascina verso i supplementari ma d’improvviso si sveglia il Chelsea: tiro di Lampard che si stampa sulla traversa all’88° e infine, all’ultimo assalto, Ramires ottiene un corner. Sulla battuta Ivanovic viene lasciato abbastanza libero di colpire e in mezzo all’area si inventa un colpo di testa ad incrociare, che si infila sul palo lontano da Arthur, immobile.
Siamo al 92°, mancano 30 secondi. Il Chelsea si porta a casa la coppa, Ciccio Benitez, dopo essere arrivato all’Inter ed aver vinto le coppe “guadagnate” da Mou nell’anno del triplete, essere arrivo a Londra ed aver perso il mondiale “guadagnato” da Di Matteo, si porta a casa una coppa conquistata interamente da lui, lasciando in eredità ora, proprio a Mourinho, la supercoppa estiva, chissà contro Guardiola e il suo nuovo Bayern, per uno scontro epico subito.
Tattica della difesa estrema, ma il trio d’attacco Blues fa sempre paura. Torres quest’anno pare rinato, dei 34 gol col Chelsea, 22 sono arrivati con in panca il suo mentore dei tempi di Liverpool, sfrutta bene le, poche, occasioni che si ritrova giocando sempre solo contro le difese avversarie. David Luiz un mostro (anche se non ha regalato interviste come questa perla), Lampard immortale e dietro la coppia Cahill-Ivanovic non ha fatto rimpiangere l’assenza del Capitano JT. CONGRATULATIONS GUYS!

BENFICA – Parliamo anche degli sconfitti, a cui va reso onore per aver giocato una grande partita, senza purtroppo raccogliere niente. Sembrava di vedere la nazionale portoghese: buona difesa, bel gioco, sviluppo sulle ali, cross, poi si arriva in area e li il vuoto. Manca un centravanti vero, che possa finalizzare il tutto: un Gomez o un Drogba ieri ne avrebbero messi un paio nel sacco di Cech solo nel primo tempo. Invece hanno Cardozo, che sarà pur bravo a tirare i rigori, ma per il resto poco concludente.
Colpa del gioco? dell’allenatore?della sfortuna? Bhè, certo Jesus non fa come Stramaccioni che si nasconde dietro la sfortuna, ma c’è un aneddoto curioso: la maledizione di Béla Guttmann, exallenatore dei portoghesi a cavallo degli anni ’50 e ’60.
L’allenatore ungherese, con un passato da allenatore anche tra le fila rossonere, da cui venne esonerato nonostante il primo posto in classifica, vinse due coppe dei campioni consecutive coi Rossi, prima di andarsene a causa del mancato riconoscimento di un bonus economico in seguito alla vittoria. Polemico, lasciò il club con questo anatema: «Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte Campione d’Europa, ed il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni».
Quella che sembrava uno sfogo, si sta rivelando una gufata pazzesca, avendo il Benfica perso in questi seguenti 51 anni ben 7 finali europee: 2 di coppa uefa/europa league (1983 e 2013) e ben 5 in Coppa Campioni (’63, ’65, ’68, ’88, ’90), per l’ultima delle quali andò addirittura la leggenda Eusebio a pregare sulla sua tomba, per cercare di scacciare la maledizione dell’ungherese.
Probabilmente, non raccoglieranno niente nemmeno in campionato, perchè manca una giornata e il Porto, gli acerrimi nemici, sono avanti di un punto. Vantaggio maturato proprio nell’ultima partita, lo scontro diretto al Do Dragao di Oporto: i rossi avrebbero potuto festeggiare lo scudetto in casa avversaria con una vittoria  o mantenere due punti di vantaggio con un pareggio. Succede invece che al 92°, minuto fatale per il Benfica, Kelvin, un classe ’93 entrato da appena 13 minuti, trova un golazo che sancisce il sorpasso dei (bianco)blu in campionato, portandoli a 90 minuti dal termine più vicini al loro 27° scudetto, l’8° negli ultimi 10 anni.

Dramma e disperazione, in patria e all’estero, per i rossi portoghesi, mentre a festeggiare sono i Blu(es). Tenta outra vez e BOA SORTE!

Ps: parlando di finali, anche se meno importanti, va segnalato anche il Watford di Zola. Si gioca Watford-Leicester, semifinali dei playoff per accedere alla Premier. Risultato 2-1 Leicester, che aveva perso l’andata 1-0. Non valgono i gol fuori casa, sarebbero supplementari. Ma all’ultimo minuto c’è un rigore per il Leicester e…..gustatevi com’è andata a finire, per chi non lo sapesse già..