Il centrocampo. I sedicenti istruttori di calcio parlano della zona centrale del campo come di quell’area in cui gli uomini, che vi si destreggiano, agiscono in ottica di raccordo, filtro e costruzione di gioco. Il reparto può dirsi completo quando al suo interno sono presenti elementi in grado di svolgere egregiamente i tre compiti individuati. Nella rosa devono esistere uomini fungibili capaci di mantenere elevato il livello complessivo del centrocampo. L’attuale Milan evidenzia i suoi limiti maggiori proprio nell’assemblaggio di questo “nucleo operativo”. Essendo garantito un dignitoso tenore quantitativo, la squadra è del tutto sprovvista di un adeguato standard qualitativo. Il solo Montolivo e, forse, i nuovi acquisti Poli e Saponara non possono ritenersi minimamente sufficienti. La zona nevralgica necessita di un massiccio rinforzo, anche attraverso il sacrificio di giocatori ormai palesemente inadatti. Rosa attuale alla mano, possono cadere senza rimpianto le teste di Boateng, Emanuelson, Nocerino, Strasser e Traorè. La sostituzione può avvenire anche con soli due calciatori, purchè tecnici e (passatemi l’orrendo termine) calcisticamente moderni. Il Milan oggi è un’ottima squadra in territorio italiano, una modesta in campo europeo. Per tornare a vincere in Italia, si deve ritrovare anche e soprattutto una dimensione internazionale. Servono, pertanto, centrocampisti “europei”, poichè solo mutando radicalmente questo reparto è possibile ritrovare un briciolo di gloria.

Si viene… [spazio vuoto].

Si va… Mario Alberto Yepes Diaz (13.01.1976). Dopo un triennio, il difensore colombiano chiude la sua avventura rossonera. Mario Yepes è stato nel Milan, come nell’intera sua carriera, un onesto guerriero, capace di buttare sempre il cuore oltre l’ostacolo. Ha giocato meno di quanto avrebbe meritato, ma qualche sua presenza in più non avrebbe mutato in meglio la storia recente della squadra. Lascia in tutti i tifosi un piacevole ricordo, avendo saputo conquistare il cuore di San Siro.

Consigli per gli acquisti. Giacomo Bonaventura (22.08.1989). Il centrocampista marchigiano è reduce da una stagione strepitosa. Ciò nonostante, il suo nome è scarsamente accostato a quello di squadre di vertice. Raggiunto il traguardo della selezione nazionale, Bonaventura merita palcoscenici di alto livello. Il ragazzo è tecnico ed incisivo, non avendo molti eguali nel campionato italiano. Dopo un anno di ambientamento nella massima serie, ha saputo raggiungere un grado di eccellenza pari a quello mostrato nella prima stagione da titolare a Bergamo (2010-2011). Ricopre diversi ruoli e, all’occorenza, gioca anche come uomo prettamente offensivo. In ottica di rinnovamento, Bonaventura rappresenta un investimento serio ed importante.

Il gioco dell’estate. Gli indizi di oggi: Finlandia, la Nazione, argento, Jair, Chamartin.

Il gioco dell’estate. La soluzione della settimana scorsa è Rinat Dasaev. A voi il compito di spiegare il perchè… Caproni!