SALA D’ATTESA – Carletto preferisce la coppa. E la porta alla Casa Blanca


Grande Carletto! Noi italiani non possiamo capire, forse. Ma la décima a Madrid era attesa come un’Olgettina ai Bunga Bunga.
Era il 2002 quando i Galacticos di Florentino Pérez portarono a casa la coppa, con quel sinistro di Zidane (ieri in panchina da dirigente) infilatosi sotto l’incrocio. Ed è dal 2002, da 12 anni, che la dirigenza, i tifosi, la città, aspettano la decima. Come un fatto naturale, come qualcosa che appartiene al club del Re, ma forse ancora più un club degli dei, i Galacticos di Florentino.

E non sono bastati i primi galacticos, non è bastata l’era Calderòn, non è bastato nemmeno il duo portoghese CR7 – Mourinho. Ma è servito lui. Carlo Ancelotti da reggiolo, Carletto per i cacciaviti ma anche tortello o porcellotti per gli invidiosi. Quello del “un maiale non può allenare” cantato dagli squallidi tifosi juventini una volta abbandonata la panchina bianconera dopo due secondi posti.
Ma, se vogliamo attenerci ai numeri, è anche quello di Campionato – Coppa Italia – Supercoppa italiana col Milan, quello che ha riportato la premier in Blues dopo decenni (insieme ad altre due coppe), quello che ha portato agli sceicchi di Parigi una Ligue 1 e lasciato in eredità una “squadra” oltre che dei fenomeni. E quello che, in campo europeo dove tanto contano i titùli, vanta 3 Champions League, 2 supercoppe e un Mondiale per club, roba che tra agosto e dicembre potrebbe dover essere aggiornata.

SI, doveva essere un pst sulla finale di Champions, ma è uscito più un elogio a Carletto. Il tecnico più vincente della storia della Champions League. Che volete farci? LODI, LODI, LODI al cuore casciavit.

Giusto per dare una parvenza sportiva qualche commento sul match – Marcelo e Pepe fuori all’inizio mi sono sembrati una scelta azzardata ma posso capire Pepe: avere due macellai in campo assieme, lui e Khedira al posto dello squalificato Xabi Alonso (che le telecamere in tribuna lo inquadravano seguire appassionatamente la partita, con tanto di invasione di campo tipo Striker) poteva essere un rischio in una finale dai nervi tesi; ma Coentrao si è notato solo per delle risse verbali (e non) con Gabi, mentre Marcelo (MVP personale) ha dato spinta e segnato il gol della festa, quel 3-1 a 2 minuti dalla fine.
Un Ronaldo frustato, ha fatto il bullo con l’inutile rigore al 121°, Di Maria in versione slalomista, Bale non si è visto molto ma un altro gol importante l’ha segnato, mentre vincerebbe senza dubbio il premio di impiegato del mese Sergio Ramos, autore nelle ultime settimane di gol in quantità, di cui 2 al Bayern e quella che ha tenuto viva la finale.
L’Atletico è crollato, non solo negli ultimi minuti subendo i 2 gol dal sapore della disfatta, ma subito, di testa, stavolta. Domenica nel big match per la Liga ha retto psicologicamente il Camp Nou, il doppio infortunio Costa-Turan e il pubblico culè, mentre stavolta no: Turan in tribuna, Costa esce dopo 9 minuti (perchè rischiarlo e non tenerlo in panca per un’eventuale rush finale Simeone?) e nemmeno il gol di vantaggio (un altro colpo di testa di Godin come al Camp Nou) è servito; erano cotti dopo un’annata straordinaria, e a loro vanno fatti i meritati applausi per essere arrivati fin qui. Potremmo azzardare una previsione sull’anno prossimo, ma la vedo dura: partirà Costa, probabilmente insieme ancora a Cortouis sponda Chelsea, magari Turan o un altro big, e ripetere l’impresa sarà molto difficile. Ma se il Cholo li tiene sotto, possono regalarci ancora del divertimento.

Per il resto, c’è tempo. E il mio post della prossima settimana. Oggi, !Felicidades por la décima!