1. Gioco. L’Italia è uscita perchè non ha mai (eccezion fatta per qualche minuto con l’Inghilterra) giocato a calcio. Ha praticato una versione rinsecchita del calcio del Barcellona. Tocchetti, passaggini, giocate orizzontali. Non si attaccava la profondità. Si allargava lentamente il gioco. Non si calciava in porta! Un vero disastro. Una vera pena. Si aggiunga che l’Italia, costruita sul progetto tecnico del 4-3-1-2 (con Montolivo trequartista alle spalle della coppia Balotelli/Rossi), non ha avuto un piano B una volta scoperta l’inaffidabilità fisica di Rossi e sopraggiunto il grave infortunio del capitano del Milan. Siamo andati in Brasile lasciando Balotelli davanti, con la speranza che un ragazzo complesso, insicuro e isterico sapesse colmare la drammatica assenza di idee tattiche alternative. Non è andata così.

2. Balotelli. L’attacco post partita a Balotelli è quanto di più indegno possa esserci. Mi auguro che Balotelli, da oggi, rifiuti ogni singola convocazione in Nazionale. Prandelli si è dimesso perchè ha fallito il suo progetto tecnico di “Balotelli dipendenza”? Buffon e De Rossi accusano Balotelli di essere un mezzo giocatore? Ma fatemi il piacere: nascondetevi! Se non fosse stato per Balotelli (che è un buon giocatore e non un fuoriclasse) la finale degli Europei 2012 la vedevate con il binocolo, così come la striminzita vittoria con l’Inghilterra. Balotelli è stato abbandonato davanti, come neppure al Milan gli succede. Ha giocato male, verissimo! Nella disfatta con il Costa Rica è, però, l’unico che ha calciato in porta. Mi astengo dal commentare il geniale piazzamento di Buffon sul cross, la feroce marcatura di Chiellini su Ruiz o la strepitosa prestazione del flemmatico Pirlo (che ieri, onestamente, insieme a Verratti è stato uno dei migliori). E’ senza dubbio una banalità, ma si vince e si perde come squadra, non come singoli. Avrei voluto sentire le stesse parole e le stesse accuse all’esito del ben più disastroso mondiale del 2010. Così non fu. Prego attaccate Balotelli, dite che è una merda. Poi, nel buio delle vostre camerette domandatevi chi ha fatto meglio di lui in Brasile. Risposta: nessuno.

3. Prandelli. Non ho nulla di personale contro Prandelli. Dignitose sono state le sue dimissioni a fine partita, meno il suo subdolo riferimento a Balotelli. Sinceramente ha tenuto a galla un movimento italiano in disarmo. L’Europeo e la Confederation ben giocate rimangono e non si possono celare. Il progetto mondiale è stato, invece, tutto sbagliato. Succede. Errate le convocazioni (cosa porti a fare 2 esterni offensivi se non li schieri mai e non vuoi giocare con il 3-4-3?!?), sbagliata la gestione degli uomini, toppate le soluzioni tecniche e tattiche. Quest’estate avrà tempo di pensare, in attesa di sostituire Conte alla Juventus.

4. Calcio italiano. Il nostro calcio è in difficoltà. Lo dimostra la fatica italiana nelle coppe per club, così come la modesta competitività del nostra Serie A. L’Italia è, quindi, lo specchio di questa fatica. indexCiò premesso, non accetto che questa cosa costituisca una giustificazione per l’eliminazione. Squadre con campionati ben meno quotati, con club ben meno blasonati, con calciatori assai meno forti stanno andando avanti. Al contrario squadra con realtà più solide della nostra sono uscite con ancor più ignominia (vedi Spagna e Inghilterra). Ciò che manca alla nazionale oggi, non è un sottobosco florido, bensì la voglia e il carattere di chi scende in campo. In Brasile sono venuti meno tutti gli elementi che servono a formare una squadra vera. L’Italia non è certo uscita perchè la Juventus non ha passato i gironi di Champions League o a causa della pessima stagione di Milan e Inter. Non diciamo baggianate. Possono essere dei fattori, non certo la prima causa.

5. Futuro. Il futuro è presto scritto. Albertini, per quanto dimissionario, sarà il nuovo presidente federale. Demetrio può essere l’uomo giusto per ripartire. L’elemento giovane capace di riformare gli stadi, le scuole calcio e, perchè no, anche i campionati nazionali, facendo forti pressioni alle leghe di competenza. L’allenatore sarà uno tra Allegri e Mancini. In un momento di ripartenza, vedrei bene anche Guidolin: assolutamente il più competente per lavorare con un gruppo giovane, incerto e da plasmare senza obiettivi specifici. A breve sapremo.