Gioco. Il Milan, versione 2014/2015, ha ripreso a giocare a calcio. Tralasciando i marchiani errori in fase difensiva, i rossoneri, dopo un anno di buio profondo, stanno cercando di ricostruirsi un’anima tecnico-tattica. Pur nella modestia degli uomini, Inzaghi ha deciso di rischiare, ritenendo opportuno provare a far correre degli “asini”. E questi “asini”, almeno nelle prime due partite ufficiali corrono, eccome se corrono. Da tempo non mi capitava di vedere un Milan con questo passo e questa gamba. Solo il Milan di Leonardo e il Milan primo trimestre post Thiago e Ibra aveva un gioco così dinamico e aggressivo.

Divertimento. Lo step successivo di quanto sopra descritto è la riscoperta del concetto di divertimento, sia per i giocatori, sia per i tifosi. Questo primo Milan fa divertire. E’ un divertimento pieno, in cui alterni momenti di gioia e di stupore, a momenti di sana tensione per gli errori e i rischi occorsi. E’ un divertimento tipico del calcio, un divertimento a cui non eravamo più abituati. Forse non andremo lontano, solo il tempo darà una risposta, ma ritengo opportuno goderci il momento, poichè atteso da troppe partite.

Entusiasmo. Il gioco e il divertimento portano… Entusiasmo. Dopo due miseri incontri, la maggior parte di noi (me compreso) si sta lasciando andare a sperticate lodi verso questo gruppo di improvvisati. Stiamo cadendo nel tranello del facile entusiasmo: esattamente il desiderio di questa dirigenza e di questo staff tecnico. Stanno compiendo, chiaramente, un’operazione di maquillage. Dopo un anno molto balordo, vogliono, prima di ogni cosa, stimolare nuovamente i sentimenti e gli umori. La parola entusiasmo diviene imprescindibile. Deve esserci in campo, nelle interviste, negli atteggiamenti, insomma: in tutto! Siamo sciocchi a seguire quest’onda, ma, forse, come bambini innamorati del pallone, ne avevamo bisogno.