Abate – Honda. Lo dissi in tempi non sospetti: l’asse Abate-Honda ha reso migliori entrambi i calciatori. Queste prime giornate paiono darmi ragione. Tralasciando i gol e gli assist, che sono strumenti oggettivi per valutare il rendimento, sono le prestazioni complessive a corroborare l’ipotesi di sintonia tra i due. E’ fuor di dubbio che questa buona vena non potrà durare in eterno, vuoi per un fisiologico calo di forma, vuoi per un ritorno alle origini della loro intrinseca modestia, ma, al momento, i fatti parlano di un apporto imprenscindibile di Abate e Honda alla squadra Milan. Il perchè De Sciglio, quantomeno offensivamente, non renda allo stesso modo è dato dalle diverse caratteristiche di Bonaventura e El Shaarawy, meno attratti dalle zone centrali del campo e, per l’effetto, meno propensi a giocare per il terzino alle loro spalle. Ciò detto, è chiaro che l’asse Morganella – Honda sarebbe potuto essere ancor migliore.

Calendario. La sequenza Fiorentina, Cagliari, Palermo e Sampdoria rappresenta un buon metro per giudicare il reale livello del Milan dopo la fase iniziale di lancio e assestamento. Da qui alla sosta abbiamo quattro significativi banchi di prova. Un arrivo a questo mini traguardo con l’incameramento di 10 punti (almeno un pareggio, soprattutto a Genova con la Sampdoria, deve essere tenuto in conto) potrebbe rappresentare un ottimo viatico per il proseguimento della stagione. Questo Milan non è perfetto, ma è un Milan che può migliorare e stupire. Le battute d’arresto avverranno e saranno salutari, ma se distribuite in maniera equilibrata (quindi non tutte concentrate insieme, così da generare il c.d. periodi di crisi) potrebbero non compromettere in alcun modo la rincorsa ad un nuovo piazzamento europeo.

Balotelli. A Liverpool è partito male, anzi malissimo. Il Milan è partito benissimo, anzi bene. Le due vicende sono in rapporto inversamente proporzionale tra loro e la separazione pare aver giovato solo a noi. Siccome i carri sono di moda, sappiate che io dal carro di Balotelli non scenderò mai, a costo di rimanere solo. E’ un cretino, un mediocre, un arrogante, tutto quello che volete, ma, a mio parere, pur sempre il miglior attaccante italiano.