Buon anno, innanzitutto buon anno!

Nel 2015 non avevo ancora scritto alcun post e, quindi, mi sembra doveroso iniziare con un augurio.

Nessun buon auspicio è sopraggiunto con il Milan di inizio anno. Abbiamo visto un Milan scialbo, spento e sparagnino, come difficilmente era capitato di vedere nella sua storia. Siamo vittime e complici di un atteggiamento rinunciatario e timoroso, che trova la sua unica spiegazione nel terrore che attanaglia gli occhi del nostro allenatore. L’approccio tattico e tecnico alle partite di Inzaghi è quanto di più lontano ci si potesse aspettare da un ex centravanti. SuperPippo non è mai stato un goleador da 30 gol a campionato, nè un attaccante alla Bierhoff o alla Toni (ossia marcantoni capaci di far salire la squadra e giocare di sponda), ma ha sempre avuto dalla sua l’ardore atletico e l’intelligenza di capire quanto fosse importante schierare un centravanti. Il calcio di oggi è un calcio rapido, tecnico, portato a privilegiare la velocità e il gioco a terra. E’ un progetto di calcio figlio del Barcellona e della Spagna. Un sistema ancora solido, ma destinato a non durare in eterno. L’assenza dei calciatori adatti, come avviene oggettivamente nella squadra rossonera, impone l’obbligo di pensare un calcio alternativo, più simile agli approcci tattici più classici, vale a dire quelli più affini al calcio che fu di Inzaghi: circolazione di palla limitata e ricerca rapida degli esterni o della verticale per favorire l’uomo (o gli uomini) più avanzato e offensivo. Stupisce, pertanto, osservare come il nostro allenatore, in un evidente situazione di crisi di pensiero, insista nella logica di giocare senza attaccanti (gli attaccanti mobili e che ripiegano non formano un vero reparto, a meno che non si chiamino Messi, Neymar, Robben ecc.), laddove la soluzione più ovvia sia ricorrere alla coperta di Linus (rectius di Pazzini). Menez è bravo, però non basta. Dobbiamo ripartire da qualcosa di solido e nulla è più granitico di un centravanti d’area, per quanto non eccelso. Indipendentemente dal risultato di Coppa Italia, perserverare su questa strada potrebbe essere tremendamente deleterio. Non siamo una squadra di fenomeni, ma cercare di mettere dei piccoli punti fermi potrebbe essere un buon inizio. Il centravanti è uno di quelli.