Stasera si gioca la finale di Champions League 2017 tra Juventus e Real Madrid. Si tratta della 62a finale per il titolo continentale.

Il Real Madrid è la squadra campione in carica nonché la più vincente della competizione, con 11 titoli europei oltre a 3 finali perse. Dopo la fase d’oro all’inizio dell’allora Coppa dei Campioni (5 titoli consecutivi nei primi cinque anni, 6 titoli nei primi undici anni), la principale squadra della capitale spagnola ha vissuto un digiuno di 32 anni per poi tornare a farla padrona nell’ultimo ventennio con i Gálacticos e le presidenze di Lorenzo Sanz e Florentino Pérez.

La Juventus gioca per sorteggio come “squadra di casa”. Ha 2 titoli continentali (l’ultimo nel 1996) ed è la squadra più perdente delle finali di Coppa Campioni/Champions League. Inoltre, caso assai raro tra i campionati europei, la Juventus è la dominatrice del campionato domestico (33 titoli, contro i 18 di Milan e Inter), ma oltre le Alpi fa fatica a imporsi (mentre Milan e Inter hanno trionfato in Europa rispettivamente 7 e 3 volte). In Spagna, Germania, Francia, Olanda, Portogallo e Romania non è così: i migliori in patria sono anche i migliori all’estero. In Inghilterra c’è un caso apparentemente simile, ma la distanza in termini di titoli nazionali tra Manchester United (3 volte campione d’Europa) e Liverpool (5) è assai più ridotta (20 contro 18). L’unico caso realmente paragonabile è quello del campionato scozzese, che però è un campionato minore dominato da due sole squadre. Spiegatevi quindi voi il perché di questa apparente anomalia italo-bianconera.

Concludo con due commenti.

Il primo commento è questo: in caso di vittoria bianconera dovremo sorbirci, anche un po’ giustamente, la tracotanza degli juventini per lungo tempo, poiché il risultato che avranno raggiunto sarà oggettivamente notevole. Ma se perderanno, ogni parola da parte dei tifosi della Juventus a proposito di una stagione importante, di una Juve a livello delle migliori d’Europa ecc. suonerà totalmente ridicola: dovete ricordare che per loro “vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta“, quindi niente scuse.

Il secondo commento lo rubo da Twitter. Si tratta di una foto di un adesivo di matrice Toro pubblicata da un tifoso interista – l’antijuventinismo ci rende improvvisamente tutti una grande famiglia: