Ricapitolando: quattro inglesi, una italiana, una portoghese, una olandese e una spagnola. Non si tratta né di una barzelletta né di un pornazzo, bensì delle squadre approdate ai prossimi quarti di finale di Champions. Un turno che si presenta benino, poiché ben sei squadre su otto appaiono almeno due volte nell’albo d’oro della massima  competizione europea, mentre le due, chiamiamole così, verginelle, sono comunque compagini di grande livello. Non so ancora se ne vedrò qualcuna, tutte o nessuna di queste prossime partite. Devo fare una confessione: ultimamente soffro enormemente ad assistere alle partite di Champions altrui. Proprio così, soffro, e siccome al pari di ogni altro essere vivente odio soffrire, se posso evito. I primi anni di assenza pesavano, ma non così tanto come ora. Siamo fuori dal nostro giardino da troppo tempo, fare il guardone non fa per me. Farò forse eccezione soltanto per le gare dei gobbi visto che, da quando sono loro quelli competitivi in Europa, la stampa nostrana si dà un gran da fare per istruire il tifo italico non gobbo col mantra che bisogna tifare le italiane. E allora forse guarderò soltanto loro, i gobbi, per tifarli come un pazzo. I caroselli dopo Istanbul? Perdonati. Il tifo spudorato per Steaua, Benfica, Olympique, Barcellona, Ajax, Liverpool (due volte)? Cose che capitano. Non sono uno che serba rancore per queste sciocchezze. No davvero.

La settimana del derby è sempre elettrizzante. I cugini hanno speso l’ultimo mese a combinare casini in casa propria, ma il tifo neroazzurro, come da tradizione, ha preferito guardare in casa d’altri. Ogni nostra partita è stata vivisezionata minuziosamente, episodio per episodio. La Roma, che in realtà dovrebbe essere la loro (e nostra) più pericolosa avversaria per l’accesso in Champions, sta rubacchiando come se non ci fosse un domani ma loro manco se ne stanno accorgendo: occhi sempre puntati sulle nostre esibizioni. Anche quando non c’è un cazzo da vedere, ma si sa, sono fatti così: complotti, congiure di palazzo, piani diabolici per estrometterli dalla Champions. Queste puttanate sono la loro passione, se venissero loro proibite darebbero lo scudetto cartonato pur di continuare a parlarne; in esse adorano tuffarcisi quanto Zio Paperone amava tuffarsi  nelle montagne di dollari all’interno del mitico deposito.

Non so francamente chi la spunterà. A parte la retorica su quanto sia impronosticabile un  derby, la partita si presenta veramente molto equilibrata. Loro erano l’antijuve, ora non lo sono più ma restano comunque forti; e Icardi o non Icardi, sulla carta dovrebbero esserlo più di noi. Dal nostro canto stiamo però benone psicologicamente, anche se non si sa quanto fisicamente essendo sorto qualche legittimo dubbio dopo le ultime prestazioni a livello zero in termini di fluidità di manovra. Però siamo davanti, seppure di un punto soltanto. Scorrendo la classifica posso affermare che un pareggio, pur non essendo psicologicamente devastante quanto una sconfitta, sarebbe insidioso per entrambe, poiché la Roma, qualora dovesse vincere a Spal, si riavvicinerebbe pericolosamente. Stracittadina fra le più indecifrabili degli ultimi anni, con due squadre che stanno spendendo sforzi disumani per ritornare ai livelli che gli competono, che lentamente sembra stiano riuscendoci ma che ancora devono lavorare duramente per farlo appieno. Non azzarderei un pronostico neppure se me lo chiedesse implorando Miriam Leone. In ginocchio. In bikini. Col tacco dodici.