Oggi brevissimo post, solo per segnalare alcuni spunti di riflessione e discussione a proposito di mercato e ruoli in campo.

Per quel che riguarda il primo punto, la novità principale è la partenza di Patrick Cutrone dal ritiro americano del Milan, attualmente impegnato in una serie di amichevoli negli USA. La destinazione finale dovrebbe essere Wolverhampton per una cifra, riportano i media, di 18 milioni di euro più bonus. Non sono tantissimi, a mio avviso, ma essendo Cutrone un prodotto del vivaio (e se non capisco male le regole di scrittura dei bilanci, che non sono la mia materia), questi soldi dovrebbero comunque tutti andare a finire nel capitolo dedicato alle plusvalenze.

È ancora in casa André Silva e non si sblocca l’arrivo di Angel Correa dall’Atletico Madrid. Intanto, ieri, vari mezzi di informazione (anche stranieri) hanno dato il Milan molto vicino a due giocatori. Il primo è, o sarebbe, Rafael Leao, attaccante portoghese del Lille, classe 1999 (un anno più giovane di Cutrone), autore lo scorso anno di 8 reti in 24 presenze in Ligue 1. Il secondo nome è il brasiliano Leonardo Duarte, difensore che ha da poco compiuto 23 anni e che è in forza al Flamengo. Secondo Sky Sport, ha giocato da titolare tutte le partite dell’attuale stagione del Brasileirão ed è in odor di convocazione in nazionale. Confesso di non poter giudicare la bontà di questi giocatori.

Passando a chi già è in rosa, segnalo questo spezzone dell’intervista a Krzysztof Piatek pubblicata ieri dalla Gazzetta dello Sport:

“Con Paquetà ci intendiamo bene in campo. Sa come mi piace ricevere il pallone, quando darlo sui piedi e quando in profondità. Ci capiamo, è importante. Suso? Per lui credo sia un pochino più difficile. Jesus è un’ala, per giocare dietro le punte occorrerà fare lavoro specifico. Le qualità per riuscirci ovviamente le ha tutte”

A leggere tra le righe, l’attaccante polacco qui sembra dire che, insomma, tutto sommato, forse Suso non è la migliore scelta per il ruolo dietro le punto per cui lo spagnolo è, o sarebbe, il principale candidato.

In effetti, a ricordare bene, Suso fu inizialmente già provato da Mihajlovic in quel ruolo. L’esperimento fu un insuccesso, e il giocatore, in seguito, avrebbe spiegato che i problemi furono due: la sua condizione atletica e il suo rapporto con l’allenatore serbo. Anche Montella e Gattuso, in realtà, hanno pensato di schierarlo nella posizione tipica del numero dieci, e, a essere onesti, non si ricordano prestazioni memorabili. In maniera più convincente, invece, il ruolo è stato interpretato proprio da Paquetà durante la scorsa stagione, quando è stato spostato più in avanti dal mister. Suppongo, però, che Giampaolo ne capisca molto più di me.