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Paulo Fonseca non è esattamente uno sconosciuto. Pur essendo ancora giovane, egli può già vantare una decennale carriera da allenatore professionista. Il suo, è un nome che a noi calciofili ronza in testa da diversi anni, anche e soprattutto per la biennale esperienza romana sponda giallorossa. Un nome che, come è noto, non ha riacceso gli entusiasmi della tifoseria cacciavite, la quale forse non è sull’orlo di una crisi di nervi come vorrebbe dare a intendere qualche piromane, ma è sicuramente sul chi va là molto spinto. Nulla a che vedere con la furiosa reazione quasi unanime al paventato arrivo di Lopetegui, in ogni caso. Probabilmente per via dei due curricula, il cui confronto va oggettivamente a favore del portoghese, benché anche quello di quest’ultimo non sia tale da scatenare chissà quali entusiasmi, ma anche per una sorta di rassegnazione, vista la pervicacia con la quale la società resta fedele ai propri metodi e strategie. Diciamo che nella tifoseria è scattato qualcosa come “e vabbe’, allora fate un po’ come cavolo vi pare e lasciatemi godere l’estate”. Per quanto mi riguarda, le cose stanno così: attesa paziente, ma con diffidente cipiglio. La mia sensazione è quella del disastro annunciato, esattamente la stessa di quando vennero assunti Terim, Tabarez e Giampaolo, ma la straordinaria bellezza di questo sport sta anche nella sua costante imprevedibilità. Nessuno ha la verità in tasca in questo momento, tanto meno il sottoscritto. Per fortuna, aggiungerei.

La carriera di Paulo Fonseca è già abbastanza lunga, abbiamo detto, ma chi negli anni l’ha seguita più attentamente di me sostiene che di Fonseca non ne esiste uno soltanto. Secondo alcuni il Fonseca portoghese è diverso da quello ucraino, quello italiano diverso dai due precedenti. Per non parlare di quello francese, più attento alla fase difensiva e — aspetto per noi confortante viste le recenti raccapriccianti esperienze pioliste — molto meno incline alla distruzione dei muscoli dei propri giocatori, soprattutto dopo la decisione di sostituire gran parte dei propri preparatori. Al Lille il suo sistema di gioco — sostiene sempre chi ne sa più di me — si basava principalmente sul 4-2-3-1 con pressione alta e possesso palla quando era possibile, praticamente un piolismo senza verticalizzazioni e uno contro uno esasperati (ed esasperanti), ma con un controllo maggiore del gioco. Come sapete non amo addentrarmi in analisi tattiche, preferendo per carattere discettare di questioni che conosco, nello sport come nella vita. Diciamo che, presentate così, le idee tattiche di Paulo potrebbero far pensare a un miglioramento rispetto agli ultimi anni. Ma sappiamo benissimo che le parole se le porta via il vento, specie d’estate, e a bocce ferme le idee dei nuovi allenatori sembrano sempre incoraggianti, talvolta anche geniali. Staremo a vedere, magari il Fonseca italiano versione milanista sarà diverso da tutti i Fonseca precedenti e ci sorprenderà con effetti speciali. Dipenderà anche molto, moltissimo, dalle scelte di mercato che verranno fatte e di quanto sarà disposta la dirigenza a difendere il proprio allenatore alle prime difficoltà.

116 commenti su “Bom trabalho, Paulo

  1. Il silenzi di Cardinale, il silenzio di Scaroni di Furlani di Ibra ma non preoccupiamoci sosto sotto sicuramente si sta facendo un gran lavoro… molto sotto e alla fine avremo la grande sorpresa… ma poi alla fin fine anche il silenzio ha funzioni importanti: può essere l’espressione di un’emozione o di un bisogno, permette la consapevolezza, rilassa la mente e riduce lo stress psicofisico.

  2. Alda Merini

    Ho bisogno di silenzio
    come te che leggi col pensiero
    non ad alta voce
    il suono della mia stessa voce
    adesso sarebbe rumore
    non parole ma solo rumore fastidioso
    che mi distrae dal pensare.

    Ho bisogno di silenzio
    esco e per strada le solite persone
    che conoscono la mia parlantina
    disorietate dal mio rapido buongiorno
    chissà, forse pensano che ho fretta.

    Invece ho solo bisogno di silenzio
    tanto ho parlato, troppo
    è arrivato il tempo di tacere
    di raccogliere i pensieri
    allegri, tristi, dolci, amari,
    ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

    Gli amici veri, pochi, uno?
    sanno ascoltare anche il silenzio,
    sanno aspettare, capire.

    Chi di parole da me ne ha avute tante
    e non ne vuole più,
    ha bisogno, come me, di silenzio.

  3. ah qualcuno arriverà sicuro, se non altro perchè la rosa va allestita.
    Stai a vedere che alla fine il tanto decantato “Money-ball” alla fine altro non è che un “Money-save”

  4. Subito dopo l’eliminazione dell’Italia dall’Europeo in molti hanno pontificato e santificato Buffon perché era l’unico che avesse deciso di rassegnare le dimissioni.
    Oggi ha confermato la felicità per aver prolungato la permanenza in azzurro!

  5. Io, lo ribadisco, trovo scandaloso che Buffon sia nello staff della nazionale, si vieta e si condannano ie si fa la morale per i giocatori che scommettono sul calcio, mentre lui scommettitore mai condannato viene santificato con incarico nella nazionale… scandaloso

  6. Sto guardando la diretta del nuovo calendario della serie A (naturalmente redatto da un altro tifoso e dipendente interista) con la scenografia rigorosamente in neroazzurro e immagini ricorrenti di quella squadra che veste quei colori. Sono avvilito e rassegnato.

    Del calendario non me ne frega una cippa. Comunque vediamo se dal 23 settembre il nostro Paulo sarà ancora saldo sulla panchina. Speriamo bene. A volte basta anche solo cambiare qualcosa, non importa se in meglio o in peggio, per mutare l’andamento della cose.

  7. Quasi finita la vacanza in Sicilia, mi sono occupato poco di Milan anche perché a quanto pare non c’è molto da dire.. oggi è uscita la voce che ci darebbe in trattativa per Morata.. sarebbe una scelta saggia e molto sensata, imho, perché si tratterebbe di un centravanti di grande esperienza e tecnica, e che conosce il campionato italiano. Ma proprio perché saggia e sensata, ci crederò solo all’atto delle firme. Intanto, se è vero che Pioli se ne va in Arabia e si porta con sé Bennacer sarebbe un risparmio di stipendi di circa 16-17 milioni lordi, che se avessero a cuore il rafforzamento della rosa potrebbero essere usati per accontentare le richieste di Hernandez e Maignan.

  8. se è vero che Pioli se ne va in Arabia e si porta con sé Bennacer sarebbe un risparmio di stipendi di circa 16-17 milioni lordi, che se avessero a cuore il rafforzamento della rosa potrebbero essere usati per accontentare le richieste di Hernandez e Maignan.
    In un “mondo reale” Milan potrebbe essere così.
    Intanto aspettiamo ancora di colorare la prima casellina degli acquisti.
    Come Stefano e soprattutto come San Tommaso, se non vedo non credo e indi per cui la quale a Morata in rossonero crederò solo quando lo vedrò seduto a firmare con una maglia rossonera davanti.

  9. Spagna/Germania: ho sostenuto sino a ieri che l’utilizzo del VAR in questo Europeo mi sembrava più corretto e più coerente rispetto a ciò che vediamo in Italia… be oggi trovo invece del tutto incomprensibile come non si possa non chiamare (sempre che non sia stato chiamato e che lui non sia andato) al VAR l’Arbitro che certamente può anche non aver visto il fallo di mano dal vivo, ma non può non essere visto da chi vede al VAR.

  10. Il VAR doveva rendere il calcio un po’ più pulito, invece usato come lo stanno usando fa danni peggiori e lascia ancora più dubbi sulla “onestà” del corpo arbitrale.
    Non lo dico solo io, ma credo che siamo un po’ tutti d’accordo, lo fanno apposta per toglierlo e per dare pieno potere agli arbitri.

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