Questa vittoria in trasferta è puro ossigeno. Per la classifica ovviamente, ma anche per il morale, della squadra ma soprattutto dei tifosi. Avere spezzato le reni all’Empoli non cancella il mese da incubo appena trascorso, tuttavia permetterà a noi e alla squadra di rifiatare con maggiore serenità. Stavo cominciando ad avvilirmi, dico la verità. A differenza degli avviliti di mestiere, di quelli che si lamentano sempre e che già piangevano in agosto perché non venivano comprati Messi e Neymar, a me questa rosa piaceva, e ancora mi sarebbe piaciuta se avessimo sempre potuto disporne non dico per intero, ma normalmente. Ma finora non abbiamo potuto, ed è questa l’unica ragione della mia afflizione.

Insistere sui falsi problemi non mi piace, è fuorviante. A me piace parlare della realtà. E’ troppo evidente che sono stati gli infortuni a rallentare la marcia del Milan; non le lacune tecniche della rosa (che esistono, come più o meno in tutte le rose), e non le presunte mediocrità individuali (mi sarei un po’ rotto di leggere quanto son bravi i giocatori degli altri e quanto son scarsi i nostri). Questa rosa sarebbe competitiva per giocarsela fino alla fine se gli infortuni e le conseguenti assenze esageratamente prolungate non la perseguitassero. Lo dimostra la classifica stessa: pur avendo giocato quasi per due mesi con mezza squadra titolare in infermeria, siamo a quattro punti da un’avversaria forte, fortunata, sana in maniera anomala. L’Inter dispone della rosa più profonda e completa della serie A, è vero, ma Inzaghi ha potuto godere di essa quasi sempre al completo e giostrare i suoi uomini senza doversi scervellare più di tanto per un periodo lunghissimo. Con questo non sto augurando infortuni all’Inter, sia chiaro, sto solo raccontando asetticamente come si è svolto il girone d’andata.  Gli infortuni, quando sono troppi, tolgono punti. Lo sta dimostrando il Napoli, lo sta dimostrando l’Atalanta. Oltre a questo, a differenza di Pioli, Inzaghi ha potuto affrontare un girone di Champions League di gran lunga più agevole, con tutte le minori energie psicofisiche spese in meno che ne sono conseguite.

Sulla partita di ieri c’è poco da dire. L’Empoli è una bella squadra, alcune giovani individualità mi hanno colpito positivamente (Parisi, Ricci). Il Milan non è tornato alla brillantezza d’inizio stagione, ma è stato un Milan intelligente, cinico, concreto, una volta tanto fortunato su qualche episodio. Un Milan che si è reso conto del momento e ha cambiato un poco le carte in tavola. Un Milan che alla fine ha meritato la vittoria.

Bravo Pioli che, anche se con un po’ di ritardo, ha capito che gli uomini attualmente a sua disposizione non potevano praticare il solito tipo di gioco: mettere Kessiè nella posizione di trequartista è stata chiaramente una scelta d’emergenza, che però si è rivelata efficace. A proposito di Kessiè, tre gol su azione (compreso quello validissimo contro il Napoli) nelle ultime due gare: che ne dite di smetterla di rompergli le palle, almeno finché sarà nostro, ossia fino a giugno? Maignan incerto sul gol di Bajrami, ma strepitoso successivamente su Pinamonti. Saelemakers migliore in campo. Ottimo Florenzi, punizione calciata in modo esemplare. Il solito fortissimo Tomori. Bene o benino tutti gli altri. Eccetto il solito Bakayoko che non sa resistere venti minuti senza commettere una sciocchezza.

La pausa capita a fagiolo. Alla ripresa ospiteremo la Roma, sperando per quel giorno di avere recuperato qualche titolare e di avere ricaricato adeguatamente le batterie. Buone feste a tutti.