Con una fatica immane e solo dopo 120 minuti di gioco il Milan accede ai quarti di finale di Coppa Italia, rubacchiando la qualificazione a un Crotone spavaldo e guerriero che avrebbe meritato un finale ben diverso. A dispetto delle dichiarazioni bellicose e dei proclami di vittoria della Coppa Italia, Sinisa Mihajlovic schiera una formazione di riserve e torna al 433 da poco accantonato per far posto al 442 nell’ultima di campionato contro la Sampdoria.

Primo tempo da vomito verde stile Regan MacNeil, la bimba del film L’Esorcista. La squadra è troppo imbottita di seghini per poter produrre qualcosa di decente. In questo senso il giapponese Honda è in gran spolvero; incredibile come questo seghino antropomorfo non abbia il passo neanche per saltare giocatori di serie B, una categoria dove, tra l’altro, farebbe fatica a trovare spazio con buona pace delle sue grupies. Sono così gli ospiti a rendersi più pericolosi in diverse occasioni, specie con Martella e Palladino. Per il Milan da segnalare solo un paio di belle giocate di Suso con la solita giocata ad accentarsi partendo da destra. Poco altro e tanti fischi.

Il male

Il male

Secondo tempo che si apre col botto. Bella verticalizzazione di Poli per L.Adriano che salta il portiere e deposita in rete. Si tratta di un fuoco di paglia però. Il Crotone riprende piano a piano a spingere, e sfruttando la mollezza del Milan riesce a pareggiare con Budimir. A quel punto l’impavido Sinisa capisce che tira brutta aria e inserisce Bonaventura e Niang sostituendo Nocerino e Suso. La mossa non dà i frutti sperati, ed è sempre il Crotone a rendersi pericoloso. Il Milan invece è molle, rappresentato (manco a dirlo) dal peggior giocatore che ne abbia mai vestito la maglia, quel Keisuke Honda ora spostato a destra con risultati pressoché nulli. Stoian, Martella e Budimir sembrano tarantolati e fanno penare i ben più pagati colleghi a strisce rossonere. A risolvere la partita ci penserà Bonaventura con una magistrale punizione all’ultimo minuto del primo tempo supplementare. Niang (inspiegabilmente nervosissimo e da rosso in almeno due occasioni) chiuderà definitivamente i giochi nel secondo con un comodo appoggio a tu per tu col portiere avversario.

In sintesi, una squadra già lacunosa a livello di titolari, non poteva che essere oscena se schierata con le riserve. Certo, pensare di rubare la partita al Crotone non se lo sarebbe mai aspettato neanche il più pessimista, ma questo è quello che si è visto. Onore alla squadra calabrese e ai suoi tifosi che potranno essere fieri dei propri giocatori. Noi molto meno.