Fra i discutibili ‘consigli’ del Governo e le ancora più discutibili decisioni della Federazione nel goffo tentativo di accontentarlo, il campionato bene o male prosegue. E prosegue  con un Milan sempre in emergenza ma in ottima salute come squadra, con una Inter  perfetta alla quale virus e infortuni continuano a fare un baffo, con un Napoli brillante benché “privo di numerose assenze” (cit. Fabio Noaro, Mai Dire Gol), con un’Atalanta tennistica contro una Udinese a brandelli e con una Roma suicida in casa contro la Juventus.

Cominciamo con una rapida occhiata in casa d’altri, giacché gli altri paiono sempre interessatissimi a casa nostra:

Inter. E’ inutile che Simone Inzaghi si indispettisca quando qualcuno indica la sua squadra come favorita per lo scudetto; lui può pure schermirsi, impegnarsi in tutti i gesti apotropaici che conosce, ma la realtà è quella. Gli ingredienti ci sono tutti: bravissimo allenatore, culo,  forza fisica, equilibrio, discreto talento medio, panchina profonda: c’è di peggio, dopotutto. 

Napoli. Tiene il passo malgrado si trovi  in una emergenza simile a quella rossonera; con la Samp ha vinto di misura, ma ha strameritato. Non so se Pignatone abbia segnato volutamente quell’eurogol — secondo me l’ha colpita male —, ma niente da dire sul risultato finale.

Atalanta. Vittoria larghissima contro una Udinese massacrata dal Covid, eppure Gasperini a fine partita ha dichiarato che, forse, la sua squadra dal punto di vista delle assenze era messa peggio. Quest’uomo  è di una antipatia sconcertante, ma ha un coraggio pazzesco.

Roma e Juventus. Giallorossi quasi perfetti, bianconeri brutti come al solito (così dicono, non l’ho vista), poi un folle blackout ha consentito alla Juventus la grande rimonta che l’ha portata a una vittoria insperata. Rimonta e vittoria conseguite al cinquanta per cento per merito del vivaio milanista: è ufficiale, siamo l’incubo dei lupacchiotti e di Mourinho. E’ naturale che poi siano ossessionati da noi.

Veniamo a noi. Non potendo assistere alla gara in diretta, me la sono vista con calma in differita conoscendo il risultato finale, quindi senza l’abituale tensione, senza grida, insulti, gesti osceni e pugni sul bracciolo del divano (uno spettacolo invero poco edificante). In questi casi mi è sempre difficile esprimere un giudizio, di sicuro mi è quasi impossibile esprimerne uno identico a quello che avrei espresso dopo una diretta, ma poco importa, la partita è filata via liscia come l’olio e c’è poco da dire. Ho avuto l’impressione che il Milan abbia controllato agevolmente la partita, giocando difensivamente molto bene di squadra e rendendosi pericoloso in attacco grazie soprattutto ai numerosi lampi dei solisti più talentuosi (che, udite udite, nel calcio fanno ancora una discreta differenza). Poco spettacolo e un sacco di solidità, ecco come mi è sembrato il Milan a Venezia.

Dei singoli mi sono piaciuti ovviamente Leao e Theo ( quest’ultimo 19 gol e 18 assist su 103 presenze in rossonero: non male per un terzino). Anche Florenzi (però il fallo da lui commesso su Henry era rigore). Tonali come al solito gigantesco (squalifica contro lo Spezia cercata?). Altra buona gara di Kalulu e Gabbia; urge comunque il ritorno dei titolari. Seconda buona prestazione consecutiva di Bakayoko, ma non so se reggerà ancora a lungo senza commettere scempiaggini. Diaz continua a deludermi: sarà fuori forma o, come credo, è troppo leggero per quella zona di campo così affollata da gente grossa e cattiva?

Non saprei che altro dire, se non che sto notando un sacco di rabbia per i nostri risultati  presso le altre tifoserie. Bene così.