La Soap più di successo della storia della comunicazione di massa prosegue. Il suo segreto sta nel riuscire a trarre nuova linfa da un turnover di attori mai visto prima. Oggi di new entries ne troviamo addirittura due:  Aquilani e “Supermatto”  Balotelli.

Aquilani

Comincio col primo: un centrocampista normalissimo, strapagato, fragile fisicamente ed incostante nel rendimento. Se fosse stato veramente buono la Roma se lo sarebbe tenuto, trattandosi di un romano de Roma, per di più frutto del vivaio capitolino, e si sa quanto sia sensibile l’ambiente romanista verso giocatori che vantano questo curriculum. E Liverpool e Juventus non se ne sarebbero liberati come invece si sono affrettati a fare non appena ne hanno avuto l’opportunità. Ora i Reds se lo sono ritrovato nuovamente fra i piedi e pare non vedano l’ora di liberarsene un’altra volta. Noi ovviamente siamo fra le possibili destinazioni, poiché noi siamo sempre fra le possibili destinazioni. Bufala o no, a scanso di equivoci: meglio Montolivo. Ed è tutto dire. Non sono questi i giocatori che potrebbero mettere un pizzico di pepe al culo del mammasantissima olandese, il quale, sentendo i nomi di questi seghini, sarà lì senz’altro a fregarsi le manone in vista di un’altra stagione tutta da titolare o quasi.

Supermatto

Il secondo: già accostato a noi in passato, tifoso rossonero da sempre, gran giocatore, doti fisiche e tecniche abbondantemente sopra la media. Ma nel suo ruolo siamo già copertissimi, è suonato come una campana, è inaffidabile, imprevedibile, indisciplinato e spaccaspogliatoi. Ci lamentiamo di Cassano? Questo è molto peggio. Il suo “amico” Ibra lo prenderebbe a cazzotti dopo due allenamenti, Van Bommel a ceffoni dopo uno.  Se dobbiamo fare acquisti tanto per farli o per perderci in assurdi dispetti all’Inter  spiacente, non sarò mai d’accordo. Per quel che può contare la mia opinione,  “Supermatto” se ne stia dov’è.

Mi si accuserà di essere incontentabile (ed irriconoscente, che non manca mai). Al contrario. E’ vero, voglio Cesc, Bastian o Hamsik, e da lì non mi muovo. Ma se nessuno di questi tre – come peraltro sembra – fosse raggiungibile, stiamo bene come siamo (non avrei mai pensato che un giorno avrei fatto mia questa frase).

Per competere nel decadente torneo italico basta ed avanza quello che abbiamo. Più accontentarsi di così…