Per il popolo rossonero è stata decisamente una quattro giorni pessima quella appena trascorsa. Dalla bruciante sconfitta nel derby contro un’Inter versione provinciale a caccia di punti salvezza, fino alla sofferta vittoria in Coppa Italia ai danni dell’indomito Novara.

La mia faccia dopo il gol di Monofinta nel derby.

Partiamo da domenica. Il seghino sotto tiro oggi non è propriamente un seghino, anzi è un più che discreto terzino. Diciamo però che ha commesso una seghinata imperdonabile, di quelle che macchiano le carriere. O almeno io lo perdonerò mai Ignazio Abate per quel liscione che ha consentito al lurido Monofinta di decidere il derby. Non è neanche la prima volta che il ragazzo va in bambola nella stracittadina milanese. Non so se ricordate il 24 gennaio nell’anno di (dis)grazia 2010, quando, quello che qualcuno definisce il Maicon biondo (mentre io lo definisco Maicon dopo un ictus), concesse con una clamorosa cappella un altro gol a Mr.Frangetta, costingendomi a vederlo esultare a bocca aperta con la sua proverbiale faccia da schiaffi. L’anno scorso riuscì a farsi buttare fuori con il Milan in vantaggio e cedendo alle provocazioni di una minchia vestita a festa come Goran Pandev, uno che incute lo stesso timore di un monaco tibetano racchiuso in profonda preghiera. Domenica sera, dopo una palla persa dall’ignobile Zambrotta cambio di gioco a casaccio di Javier Zanetti… la palla arrivava ad Ignazio che  aveva tutto il tempo per stoppare per poi, se proprio voleva, calciarla via, facendo la gioia di tutti i parroci degli oratori. Invece no, il Maicon dopo un ictus decide di calciare di prima e liscia clamorosamente il pallone. Al più merdoso giocatore della storia del calcio non sembra neanche vero, si invola e con una lurida ciabattata chirurgica infila il nostro portiere Abbiati (per l’occasione distesosi con la calma di uno che si sta sdraiando sull’asciugamano in spiaggia). Insomma, uno stupro in piena regola. Grazie Igna… me ne ricorderò.

Immagini tratte dalla testa di Inzaghi alla vista del suo numero sulla lavagnetta elettronica del quarto uomo

Secondo seghino della settimana è il nostro ex eroe Filippo Inzaghi. Il quasi 39enne (no dico trentanovenne) attaccante del Milan è da un po’ che da segni di nervosismo, non riesce a concepire come possa essere messo in panchina (quando non in tribuna) LUI, che ci ha fatto vincere coppe e vivere serate indimenticabili. E poi c’è il record di gol in Europa da battere, Raul lo ha superato e lui non ci sta a rimanere dietro (facendo finta di non sapere che Messi (24 anni) e C.Ronaldo (26) sono là, a pochissimi gol da lui e dall’altro strabollito attaccante spagnolo e che l’anno prossimo molto probabilmente li avranno già lasciati alle spalle). Fosse per lui, si aspetterebbe di essere sempre titolare, numero 10, capitano, fare la formazione, primo a rigori e punizioni ed ultimo in porta.  Il nostro Acciuga, tecnico misericordioso gli concede una chance contro il tutt’altro che temibile Novara in Coppa Italia e lo butta in campo dal primo minuto. Pippo si sbatte, corre, salta, cerca di tirare, bestemmia chi non gliela passa ma niente… non riesce proprio a buttarla dentro. Quando poi segna il giovanissimo Faraone è l’ultimo ad andare ad abbracciarlo. Al quarto d’ora della ripresa, vista l’inutilità di Pippo in campo (o forse per dispetto, chi lo sa) Allegri decide di sostituirlo. Tuoni, fulmini ed imprecazioni a go go riecheggiano nella testa di Pippo che esce senza neanche salutare la panchina andando dritto nello spogliatoio.  Ecco, della sua arrabbiatura sapete cosa vi dico io? Non me ne frega un cazzo! Ciao e grazie.. libera il posto nell’armadietto per l’acquisto di un altro attaccante che a noi, dei tuoi record di cui parli ad ogni intervista, non ce ne può fottere di meno.

Lo sfondo del desktop nel pc di Pepe.

Il terzo ed ultimo seghino di oggi è pescato in campo internazionale. Ma sì, è proprio lui, l’erede di Materazzi… quel seghino minus habens di Pepe del Real Madrid. Trovo indegno che un giocatore del genere possa ancora calcare i campi più prestigiosi del calcio mondiale. Gente del genere e così rincoglionita l’avevo vista solo nei polverosi campi della terza categoria della zona dell’ogliastra e del nuorese. In quei luoghi sperduti e dimenticati da Dio, dove si andava in trasferta in inverno con temperature siderali, pullulava di ragazzi “vivaci” e ignoran poco portati allo studio, che, il sabato notte prima della partita erano soliti andare ad ubriacarsi per poi sfogare le loro frustrazioni ed i fumi residui dell’alcol sugli arbitri o sugli avversari ospiti. Mercoledì, nell’ennesimo Clasico perso dal demone JM contro il Barça ecco Pepe tornare ai livelli di un ragazzo di quei polverosi ed inospitali campi. Pessime le sceneggiate appena veniva sfiorato,  una roba che neanche Materazzi era mai riuscito a replicare. E pessimo anche il pestone alla mano di Messi, con relative e poco credibili scuse. Ma ripeto, il ragazzo non è nuovo a questi comportamenti, basti pensare alla folle aggressione a Casquero di un paio di anni fa dove rimediò 10 giornate di squalifica e a tutti i video che potete trovare su youtube scrivendo come parole chiave Pepe e animal*. Roba da terza categoria, girone H.

*Riporto i fatti come stanno su youtube, ma da buon animalista, dissento su questo tipo di linguaggio spregiativo nei confronti dei nostri fratelli animali. Pepe non è un animale.. è un essere umano.. che è molto più offensivo. ;)