Milan – Juventus. Questa sera, come noto a tutti, si gioca la semifinale d’andata di Coppa Italia (ora Tim Cup). Di per sè tale competizione non mi ha mai particolarmente coinvolto, ma le contingenze di questo periodo mi inducono a prestare grande attenzione all’incontro. Il Milan presenterà presumibilmente una formazione assai simile a quella che tanto male ha fatto nelle ultime due uscite. La Juventus potrebbe adottare un minimo turnover, visto che il loro unico obiettivo è la vittoria dello Scudetto. Mi aspetto una partita arcigna, cattiva e condizionata dal rigido clima milanese, nonchè dalle condizioni del campo. Una vittoria sarebbe positiva soprattutto sotto l’aspetto morale. Il trend è negativo sia dal punto di vista dei risultati, sia dal punto di vista delle prestazioni. L’unica vera domanda che, però, mi accompagnerà al fischio d’ inizio è: in che ruolo giocherà Emanuelson?

Emanuelson. Ribadisco ora un concetto già espresso nel post-Derby e che tanto vi fece discutere. Se Emanuelson, pur se privo di una logica e coerente collocazione tattica in campo, risulta quasi sempre uno dei giocatori più volitivi e propositivi di questo attuale Milan, come può il Milan stesso competere ad alti livelli? Prendete come metro di paragone l’olandese e avrete per le mani il corrente valore della nostra squadra.

Ibrahimovic. Il ragazzo non credo soffra di blackout mentali. Zlatan mi appare sempre consapevole nelle sciocchezze che commette. Non è interessato alle conseguenze, anzi le accetta con soddisfazione. Il suo godimento è nel gesto, in quanto per lui non sconsiderato, bensì atto di giustizia sommaria. Non posso giustificarlo e non voglio giustificarlo. Allo stesso tempo scelgo di non criticarlo. Se compro Ibrahimovic, se faccio di lui il dominatore ed il trascinatore della mia squadra, accetto il pacchetto completo: arroganza e strafottenza comprese.

Juventus. Ormai quasi tutti hanno accettato o stanno accettando che i bianconeri vinceranno il campionato. Ho avuto modo di partecipare ad un evento nel quale ho sentito parlare alti rappresentanti della Lega Serie A, nonchè figure di spicco nell’ambito della giustizia sportiva. Nei “corridoi del potere” aleggia una voglia di risarcimento nei confronti della Juventus, figlia sia della mancata restituzione dello Scudetto 2006, sia delle felicitazioni per lo splendido stadio di proprietà, fulgido esempio di intelligente imprenditoria sportiva. Ciò nonostante, l’aspetto prettamente tecnico mi dice che la Vecchia Signora gioca un calcio dinamico, aggressivo, ma totalmente privo di tecnica e valore. Solo Andrea Pirlo è in grado di migliorare la loro qualità di calcio. Ne segue che mi sento obbligato a crederci, pur con tutti gli handicap oggettivi e soggettivi che attanagliano la nostra squadra. Io, personalmente, non mollerei, certo è che per sperare ancora devono verificarsi le seguenti due condizioni: 1) arrivare allo scontro diretto con massimo 4 punti di distacco; 2) vincere lo scontro diretto. Così non fosse, lo Scudetto andrebbe senza dubbio a Torino.