Non è il titolo di un pornazzo di quart’ordine, bensì ciò che sta accadendo intorno alla Juventus in questo fine anno. Nel post scorso scrissi che, se fosse per me, i gobbi verrebbero cancellati dal panorama calcistico mondiale, e lo ribadisco. Purtroppo però il calcio non è soltanto ‘per me’. Negare l’importanza di questo club dal punto di vista del numero dei tifosi e di tutto ciò che tale numero comporta mi piacerebbe molto, ma non sarebbe onesto. Cancellare la Juventus dalla faccia della terra non gioverebbe a nessuno, tanto meno a noi, inteso come la moltitudine del tifo avversario; una dura punizione invece, secondo me, gioverebbe a tutti, forse anche alla stessa Juventus, benché i suoi tifosi questo concetto stentino a digerirlo — e come tifoso li capisco perfettamente, sia chiaro. Ora, stabilire quanto dura debba essere questa punizione non spetta ovviamente a me, ma dovrà trattarsi  di qualcosa di severo ed esemplare, altrimenti quel poco di credibilità residua della nostra serie A ne uscirebbe definitivamente disintegrata. Poiché dovrebbe essere evidente a tutti — tifosi gobbi e procura federale compresi — che se hai costruito una rosa vincente infrangendo regole che invece alcuni altri tuoi concorrenti hanno rispettato, hai falsato completamente l’andamento dei tornei a cui hai partecipato. Non mi sembra complicato, come concetto.

Qualche cacciavite dovrebbe approfittarne e imparare la lezione da questa vicenda, e magari riconsiderare il fiume di lacrime versato a ogni sessione di mercato del Milan negli ultimi anni; ma ci ritorneremo su questo argomento, magari nel momento in cui giungeranno le prime sentenze.

Bisognerebbe  approfittarne anche per rivoluzionare completamente la struttura dell’intera federazione, giacché colpire soltanto la Juventus e le altre realtà che stanno emergendo dall’inchiesta non sarebbe sufficiente. L’occasione sarebbe ghiottissima, ma qui entreremmo nel campo della fantascienza, anzi, neppure di quella visto che di tanto in tanto  la fantascienza diventa realtà: l’abbiamo vista la sconcertante reazione di una parte della stampa di fronte alle inchieste che stanno riguardando la Juventus. Se dobbiamo sperare nei media italici come strumento di pressione per fare saltare definitivamente qualche testa e cambiare il sistema in meglio, stiamo freschi.

La NBA a inizio anni ottanta era sull’orlo del fallimento: conti in rosso, numerose sue stelle nei gorghi della tossicodipendenza, disinteresse di media e conseguentemente di pubblico, stavano decretando inesorabilmente la sua fine. Per salvarsi ci si affidò totalmente a un avvocato newyorkese, un uomo controverso ma intelligente, decisionista, onesto nei confronti della lega e pure fortunato, il che non guasta. Risultato, risanamento dei conti in pochi anni, NBA attualmente lega sportiva professionistica fra le prime del mondo. Il problema è che di David Stern per il calcio, in Italia e tanto meno in Europa, all’orizzonte non se ne vedono; e qualora ci fossero, verrebbero tenuti a debita distanza.

Tuttavia un suggerimento ce l’avrei. E’ disoccupato, si chiama Ivan.