Quest’edizione dei Seghini della settimana sarà furente ed oltraggiante come le seghinate viste questa settimana con particolare riferimento a ciò che è accaduto a S.Siro.

La giustizia divina invocata da me per Cerqueti e da De Sanctis per Ibra

Difficile scegliere chi, tra i seghini che hanno infestato i campi di gioco, sia più meritevole di entrare in rubrica. Così nel dubbio ne buttiamo almeno cinque o sei. Di sicuro merita una citazione il duo partenopeo composto da Salvatore Aronica e Morgan De Sanctis. Il primo è un mediocre scarparo, del tutto inadatto allo sport che pratica, e famoso più per le sue provocazioni che per meriti sportivi. Il secondo è un portiere se non altro decente, già entrato in rubrica, che denota spesso squilibri psicotici da trance agonistica, che rasentano l’isterismo. Per quanto i due mi stessero già abbondantemente sulle palle, mai avrei pensato, una gelida domenica di febbraio, di arrivare all’odio personale nei loro confronti. Ripercorriamo assieme, quello che è accaduto. Siamo quasi a metà del secondo tempo di Milan – Napoli, partita inguardabile da parte di entrambe le squadre; il mediocre Napoli che millanta ambizioni da grande squadra pur continuando a praticare un calcio difensivista, con tonnare davanti alla difesa che intasano gli spazi e sempre pronto a ripartire per sfruttare le doti di goleador di quello stramaledetto Cavani o le ripartenze del sopravvalutatissimo Lavezzi.  Il Milan, per conto suo, in crisi di gioco da più di un mese, messo in campo senza mordente da un allenatore senza mordente, giochicchia sperando nell’invenzione di Ibrahimovic.  Al 19′ del secondo tempo,  Camilo Zuniga si accascia inspiegabilmente a terra dopo una respinta nell’area del Napoli, con la palla ancora “pericolosamente” sui piedi dei rossoneri all’altezza dei 16 metri…(in questo video AMATORIALE c’è tutta la scena, perfetta a partire dal minuto 1:32). Il seghino colombiano si contorce come se lo avessero evirato senza anestesia e l’arbitro è costretto a fischiare. Al fischio del direttore di gara Camillone si rialza fresco come una rosa, cosa che fa saltare la mosca al naso a Nocerino, che va a redarguirlo… ma qui interviene lo scarparo nemico del Milan, Totò

Psyco..

Aronica, la mediocrità fatta a carriera, che prende per il collo il nostro acquisto più forte della campagna 2011/2012. Nel parapiglia che si accende, Ibra, fingendo di abbracciare Nocerino molla uno sganassone (neanche troppo potente) ad Aronica, il quale reagisce tirandone un altro allo stesso Nocerino (vigliaccamente e furbescamente, sapendo che il colpo l’aveva preso da Ibra).  Ma ecco che qua si rompe il confine tra la realtà e la fiction e si sconfina nel  melodramma in salsa partenopea, inteso come “un film a tinte forti, basato su una trama romanzesca, ricca di colpi di scena e al limite dell’inverosimile, scopertamente mirata a commuovere lo spettatore. I personaggi sono tratteggiati in modo netto e sono quasi sempre suddivisi in modo manicheo tra buoni e cattivi*. Lo stesso Eduardo De Filippo, non sarebbe stato in grado di scrivere una sceneggiatura migliore per una commedia dell’arte napoletana, anzi avrebbe forse manifestato qualche dubbio sull’esasperazione della recita. Il portiere Morgan De Sanctis, vede la scena, ci pensa qualche secondo e poi corre all’impazzata verso il guardalinee a chiedere la cacciata di Ibra; come prima risposta si prende un cartellino giallo dal direttore di gara. L’estremo difensore napoletano, incredulo stramazza al suolo a mani aperte, quasi invocando dal cielo una giustizia divina e trascendentale ed esclamando: “Si Deus est unde malum? Et si non est, unde bonum?” (Se Dio esiste, da dove viene il male? E se non esiste, da dove viene il bene?). A quel punto, impietosito dal dramma del terzo portiere della nazionale, il collaboratore di gara chiama a se l’arbitro Rizzoli e conferma il buffetto di Ibra verso lo scarparo. Il risultato è un cartellino rosso che ci lascerà privi della nostra bisbetica stella per tre giornate. E pensare che, per molto meno, Roberto Mancini in Inghilterra sta passando brutti cazzi.

La disperazione...

Sempre per restare a S.Siro da segnalare tra i seghini è il noto telecronista Gianni Cerqueti, che nell’intervallo della partita, trasmessa su Rai International ha avuto l’ardire di esclamare: “Il Milan deve

cercare di sfruttare la velocità di Seedorf per le ripartenze“. A quel punto, anche il sottoscritto, si fa prendere dall’isterismo e, dopo aver finito tutte le divinità monoteiste, si rivolge al cielo brandendo i pugni ed esclamando: “Iustitiam quaerimus, rem omni auro cariorem” (ricerchiamo la giustizia,cosa piu’ preziosa di ogni ricchezza)nel vano tentativo di far fulminare il telecronista RAI, da poco al centro di altre polemiche. Queste ultime, manifestate dai tifosi gobbi, fanno riferimento all’utilizzo del termine “attacchiamo” usato da Cerqueti durante un attacco da parte della Roma.

Durante la gelida d’inverno, non è passata inosservata la magra figura dei cugini all’Olimpico contro la Roma. La banda

Il colosso Maicon

(del buco difensivo) Ranieri, esaurito un buon momento di forma che specie dopo la vittoria nel derby, aveva fatto preoccupare molti tifosi cacciaviti ha rimediato quattro sonore pappine dai giallorossi, tornando a Milano umiliati sul piano del gioco e moralmente. Che il 442 di Ranieri, esaltazione del calcio pane e salame non durasse e non destasse preoccupazioni era abbastanza palese. Tuttavia una scoppola del genere fa quasi sempre impressione. Nello sfacelo generale, sono gli eroi dello strafottutissimo triplete ad uscire con le ossa più rotte. Guardate i gol siglati. Il primo lo sigla Juan, svettando sull’isterico Maicon, come Jordan svetterebbe su un tizio dei campionati universitari del Guatemala. Il secondo lo mette a segno un tale Borini, primavera del Parma e ceduto al Chelsea poi ripreso daii giallorossi. Sembra un classico cognome da giocatore seghino, ma il ragazzo ha talento e lanciato solo verso la porta prima mette a sedere un bastardo come Samuel (insuperabile secondo i suoi tifosi) con una finta di tiro e poi infligge un tunnel a J.Cesar scaraventando la palla in rete per il secondo delirio romanista di giornata. Il terzo gol, sempre del ragazzo, nasce da un fuorigioco sbagliato della banda del buco con lo stesso Borini che si avvia verso la porta ed infila ancora J.Cesar; ma cosa succede un attimo prima del tiro? Guardate come tenta di recuperare Lucio (ritenuto anche lui insuperabile dai suoi tifosi) che si accascia come un sacco di merda cadendo rovinosamente a culo a terra. Infine il quarto gol romanista è una piccola nemesi… Bojan (autore del gol annullato al Barça nella nota semifinale della Champions 2010) stoppa la palla al limite dell’area, attorniato dai colossi nerazzurri: ci sono tutti gli eroi del triplete, Lucio, Cordoba (entrato per sostituire Samuel), Zanetti che osserva largo a destra ed il portiere J.Cesar. Il catalano, alto più o meno un terzo di Lucio riceve la palla di petto, resiste alla carica degli stramorti triplettisti (aiutati da Poli per l’occasione) e sigla in diagonale il gol del 4 a 0. Tripudio assoluto. E ci aggiungerei anche un meritatissimo: tramontatemi sta minchia!

Infine, per restare nell’ambito del calcio minore, da segnalare il match tra Chievo e Parma deciso da seghinate deluxe. La prima è di Modesto del Parma che regala il pareggio ai clivensi incespicando come un seghino nei campi polverosi della terza categoria dove gioca il San Canzian di Bubu. La seconda seghinata da incorniciare è il gol della vittoria ducale, siglato da una grandissima autorete di Luciano (ex Heriberto) che insacca inspiegabilmente nella sua porta con un piatto al volo dal tempismo che manco Pippo Inzaghi ai tempi d’oro. Mi metto nei panni di chi ha pagato il biglietto per vedere queste cose immonde e impreco sospiro.

* Tratto da wikipedia.