Robinho semplicemente strepitoso...

Temevo questa partita, non tanto per l’avversario in sé (squadra incostante in questa stagione) bensì per scaramanzia: per la quarta volta il Milan affronta negli ottavi di finale di Champions League una squadra inglese e, considernado i precedenti (sconfitte in casa proprio con l’avversaria di stasera, Manchester United e Tottenham, con conseguenti eliminazioni), c’era davvero di che toccarsi.

Invece, eccoti un Milan sorprendente; sorprendente non tanto per il risultato di 4-0, ma per il tipo di gioco espresso, contraddistinto da tantissime ripartenze veloci e fluide come forse mai in quesa stagione. Velocità, freschezza atletica, possesso palla, concentrazione, carica agonistica e grande feeling tra i nostri, un po’ quello che molti si sarebbero aspettati dagli inglesi.

Velocità, già: chissà che non abbia contribuito la tempestiva uscita dal campo di Clarenzio per dolori fisici; tempo dodici minuti dal fischio d’inizio e la sostituzione per Urby si materializza impietosamente. Il Milan gioca davvero bene, gli inglesi sembrano soffrire di sudditanza psicologica e tante sono le azioni da parte nostra.

Al 14′ il risultato si sblocca con una bordata violentissima di KPB di poco sotto

Il Boa torna a ruggire...

la traversa, bravo a sfruttare al meglio un bell’assist di Nocerino. Il Milan spinge e l‘Arsenal non sembra mai davvero pericoloso; le poche volte che gli ospiti avanzano vengono sempre respinti in maniera ottimale dalla difesa (altra, ennesima prestazione da incorniciare di Thiagone nostro). Robinho non arriva su un cross di Boateng al 19′, Nocerino calcia alto non di molto un minuto dopo e Ibra allarga sulla destra per Abate autore però di una pessima conclusione. Robinho in grandissimo spolvero, corre, fraseggia, rientra, calcia perfino nello specchio della porta, il tutto mentre Zlatan, che finisce spesso in offside, confeziona assist su assist.

I Gunners premono tra il 24′ ed il 27′ (chiude bene Mexes in angolo su un lancio lungo e rasoterra), ma dopo c’è spazio solo per il Diavolo. Ci sono tante occasioni per noi e la nostra costanza viene premiata al 37′: al termine di un’impetuosa cavalcata sulla fascia sinistra, Zlatan crossa per la testa di Robinho; il colpo di testa, angolatissimo, si piazza inesorabilmente alla destra di Szczesny. Nei minuti finali del primo tempo, c’è ancora spazio per un episodio dubbio nell’area dell’Arsenal al 41′, per un tiro incredibilmente fuori del nostro Principe (azione fotocopia di quella della nostra prima marcatura) al 45′ e per l’ammonizione ad Antonini in pieno recupero.

Si arriva così alla ripresa con due gol di vantaggio; una cosa che impari degli inglesi è che questi non mollano mai, ma oggi per la squadra del buon Arsène non è davvero serata. Già al 48′ il terzo gol nonché doppietta del folletto numero 70, apparentemente in ritardo su un cross rasoterra del solito Ibra dalla sinistra ma bravo in realtà a crederci e a superare ancora una volta l’estremo difensore britannico.

Il Milan, salvo episodi come un tiro al 65′ di Van Persie sul quale Christian si supera, è totale padrone del campo. Mexes si fa ammonire un po’ ingenuamente al 61′, al 68′ un Boateng applauditissimo esce per dare spazio ad Ambrosini ed al 75′, approfittando di uno scontro tra due nostri difensori, Van Persie ha tutto il tempo per prepararsi a calciare, peccato però che la sua conclusione sia debole e centrale.

Si giunge al 77′: Ibra è in area e scarta il difensore Djorou, che si vede in pratica costretto ad atterrare lo svedese; il rigore e netto ed è lo stesso Zlatan a trasformarlo (inutile il tocco di Szczesny, che comunque intuisce la traiettoria del pallone). Il risultato (e si spera anche il passaggio del turno) è così blindato.

Nei minuti finali c’è l’ingresso in campo del Papero, recuperato dopo un altro dei suoi continui stop; con un suo bolide che Szczesny ribatte di pugno al 93′ si conclude una partita che ricorda davvero molto la famigerata partita perfetta contro il Manchester United finita per 3-0.

CONSIDERAZIONI:

Due assist e gol per lo svedese, leader indiscusso...

La formazione inizialmente schierata da Acciuga non mi convinceva proprio per niente: Seedorf e Robinho insieme con Antonini terzino mi davano l’impressione di una squadra ridotta in otto. Seedorf esce di scena dopo pochissimo ed Emanuelson non lo fa certo rimpiangere in termini di velocità. Robinho mostruoso, lontano anni luce dal giocatore Calloni-style delle ultime partite, impeccabile sia di testa sia di piede.

Bene tutti gli altri, il Boa è una forza della natura ma non lo scopriamo certamente adesso (il primo a cui farei ricoprire il ruolo di trequartista, in assenza di Cassano, dovrebbe sempre essere lui), Thiago Silva da premio Nobel per la difesa (riguardatevi per bene i suoi tre interventi all’86’), Antonini un po’ allegro in alcuni interventi, bene tutti gli altri.

Prestazione notevole ma anche inaspettata; a completare questa giornata, il pareggio per 0-0 della Juventus a Parma, che ci mantiene ancora in vetta alla classifica (c’è però ancora Bologna-Juventus da recuperare). Una serata da ricordare, sempre con il dovere di lottare su ogni fronte…