Una roba impressionante. E parlano, e parlano. E piangono, e piangono. Minacciano dossiers, si buttano in area non appena un ginocchio sfiora loro un gluteo, inscenano patetiche sceneggiate ai microfoni di cronisti compiacenti, si strappano i parrucchini pelo farlocco per pelo farlocco, strillando con voci arrochite tipo ragazzine isteriche dopo un concerto dei Take That  per l’andamento di una gara, quella di Parma, nella quale l’arbitro ha negato equamente rigori netti ad entrambe le squadre ed ha correttamente sorvolato sull’episodio sopra citato.

La stessa società che nel passato – recente e non – ne ha combinata una più di Bertoldo, ed è stata per questo condannata pesantemente dalla giustizia sportiva (i suoi ex dirigenti addirittura anche penalmente da quella ordinaria),  ha preso ad insinuare oscure trame ai propri danni.  Da fantascienza.

Cioé, la Juve, ci rendiamo conto? No no, non la Juve Stabia, proprio quella Juve, quella vera. Quella i cui vertici pensano a Moggi e Giraudo con nostalgia senza neppure avere il pudore di nasconderlo, quella che sta frantumando gli zebedei da mesi per rimettere in discussione sentenze sacrosante che la riguardano ormai impossibili da modificare, quella che sta invocando una parità di trattamento già chiaramente esistente, per lo meno nei suoi confronti.

La faccia come il culo di questi signori non ha alcun freno inibitore: dacché sente odore di sfida di vertice dopo anni di meritatissimo purgatorio, la sempre arrogantissima  gobba ha sparato un tourbillion senza precedenti di dichiarazioni e comunicati incazzosi, col chiaro scopo di creare scompiglio, di mettere pressione e di confondere le idee alla giustizia sportiva la quale – ricordiamocelo – dovrà pronunciarsi a breve circa l’eventuale riduzione di pena a Zlatan. Ma non è soltanto questo. Il bersaglio principale è il settore arbitrale, e più precisamente il malcapitato fischietto che verrà designato a dirigere il prossimo scontro diretto del Meazza. Un comportamento, quello gobbo, di una sconcezza nauseante,  che da un lato  fa irritare come bisce, ma dall’altro fa affiorare prepotentemente una verità incoraggiante, e cioé che si stanno cagando sotto.

La cacca sotto però, non esclude l’irritazione da bisce.

E’ sempre il solito discorso: chi piange più rumorosamente riesce meglio di chi tace a fare la figura della vittima. Noi taciamo, in genere. Non so quale sia la ragione. Non è certo quella che siamo più corretti degli altri, sappiamo benissimo che in quanto a squallidi sotterfugi Adrianone nostro non è secondo a nessuno. Forse abbiamo il nostro tornaconto a tacere in questi frangenti, non so, sta di fatto che noi  piangiamo pochissimo, e personalmente  preferisco così. Qualche volta, ma assai raramente, biascichiamo timidamente qualcosa tipo quel comunicato sul nostro sito ufficiale risalente all’inizio della scorsa stagione che richiamava ironicamente ad una più attenta osservanza del regolamento. Una roba accaduta un anno e mezzo fa. Altri, gli stessi che spesso ci scassano le palle per quel comunicato, in questo anno e mezzo hanno pianto quasi ogni giorno, intensificando a comando, come attori consumati, il flusso lacrimale, guarda caso proprio alla vigilia delle sfide contro di noi.

Noi taciamo e loro strillano. Come ho gia detto preferisco così, però questo porta ad un dazio da pagare per il mio povero fegato, antigobbo da quando aveva sei anni: noi sembriamo avvantaggiati, loro penalizzati. Giacché abbiamo evitato di fare casino in occasione dei torti subiti a Firenze, contro il Napoli andata e ritorno (toh, che combinazione, atri piangina da competizione) e contro la Lazio, le immagini di tali torti non sono andate in onda a raffica come invece sta accadendo per quelli di cui i gobbi si lamentano. Pertanto ora sembra che puff!, tali torti, (normalissimi, fisiologici torti che in una stagione ci stanno, sia ben chiaro) siano spariti, non siano mai esistiti.

Mourinho, il demone di Setubal, è riuscito ad insegnare qualcosa anche ai gobbi, pensa che situazione bizzarra.