Il premier Mario Monti, assiduo frequentatore di Screw, fa il gesto del seghino ad un ministro (tecnico) di fede catanese parlando dei suoi portieri

Cominciamo subito con il lavoro arretrato. A metà febbraio si è svolta, in un gelido sabato torinese Juventus – Catania, terminata 3 a 1 per i lamentosi bianconeri. Chi non ha visto la partita penserà: “beh dai onesto… la Juve in casa ci sta che pialli il Catania“… e in effetti ci potrebbe anche stare. Però dico io, possibile che un portiere faccia tre seghinate mostruose su tutti e tre i gol presi? Stiamo parlando, come promesso di Tomas Košický, estremo difensore rossoblu, prelevato quest’estate (non si capisce per quale motivo) dall’Inter Bratislava, una nota fucina di seghini slovacca. Elenchiamo nell’ordine le responsabilità di questo portiere d’albergo prestato al giuoco del calcio: primo gol della Juve, punizione dal limite, si incarica di batterle il monopolista dei calci piazzati Andrea Pirlo; quest’ultimo, viene ritenuto da molti opinionisti e tifosotti distratti uno specialista delle punizioni. In realtà, è uno che batte circa 6/7 punizioni a partita (minimo) e che riesce più o meno a fare un gol all’anno con tale pratica… negli anni dove gli è andata bene forse è arrivato a 2. Ergo, sarebbe il caso di finirla di chiamare Pirlo specialista delle punizioni… chiamiamolo monopolista. Ma torniamo al nostro eroe portiere che piazza una barriera come non la piazzerebbe neanche un ubriacone di ritorno da una sagra del vino novello… anche per il presunto specialista è un gioco da ragazzi piazzare un tiretto all’angolino. Secondo gol della Juve: cross da destra su calcio piazzato da parte di Pirlo (e te pareva), il nostro seghino si protende nell’aria alla ricerca della sfera che invece lo supera malamente e finisce sulla testa (vuota) di Chiellini (che per l’occasione si era liberato del difensore catanese con prese da Wrestling). Terzo gol della Juve: eccolo pronto il buon Tomas a disimpegnare con i piedi un rinvio facile facile… ovviamente però il termine facile, quando si parla di seghini diventa una chimera, ed eccolo servire ancora una volta Pirlo, il quale serve Quagliarella che non può sbagliare… 3 a 1, 3 cagate del portiere. SCIAGURA.

Torniamo a Milano, sulla sponda calcistica che, se ancora esistesse, lotterebbe per l’intertoto…e parliamo di Giampaolo Pazzini, solito prodotto dell’ultimo decennio Made in Italy, avaro ti talenti. Si tratta infatti dell’ennesimo centravanti sopravvalutato dalla stampa, poco dotato tecnicamente ma con buon senso del gol e discrete doti realizzative; ovviamente in squadre di mezza classifica o che lottano per non retrocedere. Il caposcuola di questa categoria è un tale Alberto Gilardino. Nella partita in casa di domenica sera dei nerazzurri contro il Catania (aridaje) i suoi compagni si erano prodotti in una strepitosa rimonta di due gol ai rossoblu, anche grazie, così dicono alcuni all’ingresso del nuovo prototipo del centrocampista moderno, il nuovo Cerezo, tale Poli che ha cambiato la partita dal niente. Dopo la rimonta, ecco l’occasione che non ti aspetti per cambiare il destino di una serata grottesca, passata a farsi prendere per il culo da Barrientos e compagni; cross sporco dalla sinistra e la palla arriva al Pazzo, completamente solo in area piccola davanti al portiere (stavolta non Košický, ma un altro portiere da oratorio e con la faccia da camorrista come Carrizo) . Il Pazzo stoppa la palla come neanche un ragazzino dei primi calci impedito nel gioco del calcio che presto si darà al basket (o resterà un emarginato sociale)…tocca la sfera con tutto, piede, braccio, muso e ci mette 20 minuti ad addomesticarla. Ma per uno strano scherzo del destino la palla rimane ancora là sotto i suoi piedi… lui con l’ultimo sforzo prova a toccarla di punta, ma lo fa proprio sui piedi del portiere. Un gol clamorosamente divorato, che fa di lui quello che ho sempre pensato: un seghino fastidioso.

Citazioni speciali questa settimana anche per Bonucci, favoloso nell’appoggiare a porta vuota il perfetto suggerimento di Dramé del Chievo e nel farsi cacciare anche ieri nel recupero della Juve contro il Bologna. Nelle ultime tre partite per il nostro beniamino due autoreti e un’espulsione… una media da fantascienza.